martedì 29 dicembre 2009

Alex and Manuela... The dentists


Che bello quando un volontario ritorna… Vuol dire che, dopo tutto, non siamo poi cosi’ male. Grazie, Alex per aver scelto Chaaria ancora una volta (8 volte, non è mica uno scherzo!). Grazie per la tua amicizia e per tutto quanto farai per la nostra gente in questi giorni in cui Mercy terminerà le sue ferie. Ringraziamo anche Manuela, giovane studentessa di Odontoiatria, che collabora con Alex nella gestione dei tanti clienti del nostro ospedale. Con loro abbiamo anche programmato un po’ di chirurgia orale, e siamo sicuri che il livello delle nostre prestazioni migliorerà notevolmente.

Fr Beppe



PS: dopo una settimana di ferie natalizie a casa, Naomi e’ rientrata in ospedale per continuare la fisioterapia. Inizierà la scuola ai primi di gennaio. Non so ancora come faremo, in quanto ora i professori sono in vacanza e non ho potuto parlare con loro: credo che la accompagneremo con l’ambulanza ogni mattina ed andremo a prenderla alla sera. Sono un po’ preoccupato per il cortile sconnesso e per qualche barriera architettonica nella scuola, ma vedremo come fare.


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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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