Le tre settimane di lavoro con noi sono state per loro il primo impatto con la vita clinica reale: sono infatti fresche di studi,e, per la prima volta, si sono confrontate da sole con situazioni complesse, dove a volte le complicazioni arrivano all'improvviso e non si sa bene cosa fare. Il loro aiuto e' stato centrale anche in sala operatoria, soprattutto di notte, per i tanti tagli cesarei.
Siccome poi erano in tre, si sono sempre divise in modo che una di loro collaborasse con i nostri infermieri nella normale gestione nursing del reparto: hanno cosi' toccato con mano aspetti che sovente in sala parto si tende a dimenticare, come quelli della malattia terminale, del cancro in fase avanzata, dell'AIDS all'ultimo stadio, delle piaghe da decubito per cui non si sa piu' cosa fare.
Come sempre, ci auguriamo che torneranno, perche' certamente la seconda esperienza sara' piu' proficua della prima: quando si torna, gia' si conosce la realta', e non si passa piu' attraverso quel limbo di circa dieci giorni in cui il nuovo volontario cerca di guardarsi in giro e di comprendere almeno dove sia capitato. Inoltre, quando un volontario ritorna, ci conosce gia', e noi conosciamo lui... e la comunicazione scorre certo molto piu' semplice sin dal primo giorno. Anche il nostro personale locale ci mettera' pochissimo a ritrovare la sintonia.
Eleonora, Lisa e Serena ci hanno dato anche il loro sangue... e questo non e' un dono da poco in un momento in cui i donatori scarseggiano ed i bisogni di trasfusione sono molto alti.
Dio vi benedica e vi ricompensi per quanto avete fatto per chi e' meno fortunato di noi.
Fr Beppe
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