Si presenta al nostro ospedale nella notte tra domenica e lunedi’.
Si mostra in qualche modo confuso, ed ha dei tremori importanti agli arti superiori. I parenti ci dicono che si tratta di un pesante bevitore e quindi pensiamo che sia il tremore che la confusione siano dovuti a sindrome da carenza alcolica.
Non ha sintomi respiratori di rilievo. Il torace pare libero alla auscultazione, ed il malato non tossisce.
Quello che impressiona sono delle ulcere tondeggianti agli arti superiori.
Ci dicono che sono iniziate come delle vescicole, che poi sono scoppiate, lasciando il posto a delle ulcere superficiali, le quali si sono rapidamente coperte di una escara nera ed aderente.
La patologia e’ iniziata dopo aver macellato a casa, in fretta e furia, una mucca ammalata: qui lo fanno spesso! Macellano mentre l’animale e’ ancora vivo e poi mangiano la carne. La perdita di un capo di bestiame sarebbe un danno veramente inaccettabile per loro.
Gli altri membri della famiglia che si sono nutriti dell’animale stanno bene, mentre Antony ed un altro suo amico che direttamente hanno maneggiato la carne cruda, hanno contratto la malattia.
Dopo un’analisi veloce delle lesioni, ed un minimo di analisi della storia, la diagnosi sembra orientare verso il carbonchio o antrace.
La malattia e’ endemica qui da noi, anche se piuttosto rara. Non e’ comunque infrequente vedere dei pazienti con lesioni di questo tipo. La forma cutanea in realta’ non ci preoccupa piu’ di tanto perche’, anche senza terapia, tende a guarire entro un mese o poco piu’; temiamo invece molto la complicazione polmonare, in quando da’ origine ad una polmonite incurabile che conduce inesorabilmente alla morte. La forma intestinale e’ rara, ma presente qui in Africa, con vomito, ematemesi, dissenteria: raramente questa forma puo’ essere mortale, ma quasi sempre i pazienti guariscono.
La terapia e’ molto semplice, e generalmente efficace per le forme cutanee. Usiamo delle penicilline in vena nelle presentazioni piu’ gravi, mentre in quelle meno importanti somministriamo amoxicillina per bocca.
Il batterio che causa la malattia si chiama bacillus anthracis, ed e’ un germe che causa malattia primariamente nei bovini. Il bacillus anthracis forma delle spore che sopravvivono a lungo nel terreno, da dove poi infettano le mucche entrando attraverso microtraumi della loro mucosa orale, mentre pascolano o ruminano. Il modo in cui le persone vengono contagiate dal carbonchio segue soprattutto tre vie: durante la macellazione di un animale infetto le spore possono entrare nei tessuti sottocutanei dei macellai, passando attraverso piccole soluzioni di continuo della pelle. E’ quindi necessario il contatto diretto tra cute e materiale biologico della bestia. Cio’ porta normalmente al carbonchio cutaneo. Oppure le spore possono essere inalate, causando la forma piu’ grave e sempre mortale, quella polmonare. Da ultimo possono essere ingerite con carne cruda o poco cotta, dando origine alla forma intestinale.
Considerando che il carbonchio e’ altamente endemico nelle nostre vacche, e relativamente pochi sono i casi di contagio, la malattia sembra avere una bassa infettivita’, e pare necessario un inoculo di una grandissima quantita’ di spore per causare sintomi.
Si crede anche che le persone esposte cronicamente alle spore per motivi professionali (come contadini, veterinari e macellai) possano sviluppare una resistenza parziale che contribuirebbe a spiegare la rarita’ della patologia negli esseri umani, nonostante l’alta incidenza nelle mandrie.
Fr Beppe
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