sabato 2 gennaio 2010

Più operazioni e meno cesarei

Questo è un dato preliminare...
Altri elementi cerchero’ di comuniacrli in modo piu’ analitico, magari con l’aiuto di qualche grafico.
Il fatto che si sia ridotto il numero dei cesarei non e’ in se’ negativo, in quanto testimonia il nostro sforzo di attenerci alle linee guida OMS, che ci incoraggiano a non superare la soglia del 25% sul totale dei parti: in particolare abbiamo lasciato piu’ liberta’ alle mamme sieropositive per HIV, di scegliere tra parto naturale o chirurgico, visto che ultimamente nuovi studi sembrano mettere in discussione il reale impatto del cesareo sulla riduzione della trasmissione materno-infantile del virus. Inoltre, pur con il cuore in gola, abbiamo permesso ad un numero crescente di donne di tentare il travaglio anche dopo un pregresso taglio cesareo. Credo che questi siano i fattori piu’ significativi che hanno causato la contrazione delle nascite per via chirurgica.
Per quanto riguarda l’aumento del numero totale degli interventi c’e’ da tener conto che abbiamo posto sul registro operatorio anche le biopsie gastriche ed esofagee, che abbiamo eseguito durante le gastroscopie. Certamente questo e’ un fattore che in parte spiega l’incremento, anche se non possiamo sottovalutare l’elevato numero di chirurghi che nel 2009 hanno lavorato a Chaaria.
Statisticamente poi bisogna tener conto che fino al 2008 anche una sutura per un taglio piu’ o meno complesso veniva registrata come operazione. Dal 2009 invece le suture non son piu’ entrate nel numero degli interventi, a parte i casi veramente massivi e con paziente in condizioni gravissime. Cio’ porta ad un’altra conseguenza: quello che e’ pure cambiato e’ il numero delle grosse operazioni. Se si analizza questo dato mettendo a confronto per esempio il numero di isterectomie e di prostatectomie eseguite rispettivamente del 2008 e del 2009, si nota un aumento percentuale superiore al 25%.
Quindi possiamo dire che ci sono stati piu’ interventi, e che questi sono stati piu’ lunghi e piu’ complessi.


Fr Beppe

P.S.: Oggi i volontari sono stati a trovare gli orfani a Nkabune!




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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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