venerdì 12 febbraio 2010

Le ONLUS aiutano le ONLUS

Dopo una attenta e rigorosa procedura, con l'indispensabile aiuto di Lino Marchisio, l'Associazione Volontari Mission  Hospital Chaaria ha ricevuto l'accreditamento presso il Banco Informatico ONLUS.
Questa organizzazione, attiva in Lombardia, si occupa di recuperare  apparecchiature informatiche e medicali, dismesse dalle Aziende Ospedaliere e Sanitarie, mettendole a disposizione di Onlus che operino nel campo del volontariato. Anche la nostra Associazione, da questo momento, potrà visualizzare sul sito quanto disponibile ed eventualmente chiederlo o prenotarsi in anticipo in attesa che ciò che si desidera si renda disponibile.
Questa iniziativa è di grande importanza perché, spesso, vengono dismessi apparecchi perfettamente funzionanti, ma un poco superati dalla corsa della tecnologia: penso ad elettrocardiografi, endoscopi ottici, saturimetri ed altro, tutti presidi preziosi per un Ospedale come Chaaria.
Ovviamente la nostra ricerca si concentrerà su oggetti non voluminosi né pesanti, visto che sarà probabilmente chiesto ai Volontari di farsi carico del trasporto.
Un aspetto importante da sottolineare è che l'accreditamento è stato possibile in quanto io sono residente in Lombardia (anche se la sede legale dell'Associazione è a Torino).
Questo diventa anche un invito ai Volontari di altre Regioni (Veneto, Sardegna Sicilia ed altro) a verificare se vi siano analoghe iniziative nelle loro Regioni, per cercare di arricchire sempre di più le dotazioni di Chaaria.
Un sentito ringraziamento al Banco Informatico Regione Lombardia ed alla Dott.ssa Maria Fasulo che mi è stata di grande aiuto.
 
Max Albano

Nessun commento:


Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


Guarda il video....