Tutto passa…gia’ ce lo dicevano gli antichi filosofi greci. E la Bibbia ci ricorda che rimarra’ solo la carita’, ed il bene che abbiamo fatto.
E’ con questo miscuglio di sentimenti che desidero ringraziare di vero cuore Claire Nolte, di Amsterdam, che conclude il suo servizio-tirocinio a Chaaria.
Claire, studentessa di Medicina e Chirurgia nella capitale olandese, ha portato a termine uno stupendo stage formativo al Cottolengo Mission Hospital. Se dovessi tentare di darle un voto, le offrirei un 30 e lode!
Come spesso accade, ci e’ giunta per circostanze fortuite. Ha infatti preso accordi con la Diocesi di Meru, ed era destinata all’ospedale di Kiirua. Poi, quando mancavano poche ore al suo arrivo, circostanze nuove che si erano venute a creare in quella struttura, avevano fatto si’ che Claire non potesse piu’ esservi accolta.
E’ stato allora che la Diocesi di Meru ci ha contattati… con procedura d’urgenza, e quasi implorandoci di non dire di no. Infatti Claire era gia’ nel Meru, e non sapevano dove sistemarla.
Considerando il continuo supporto che il Vescovo e tutta la struttura diocesana sempre offre alla nostra missione, non ci siamo sentiti di opporre un rifiuto… ed e’ stata una enorme benedizione per noi e per i nostri malati.
Claire si e’ rivelata una persona eccezionale, ed e’ stata una colonna portante del nostro servizio nei tre mesi appena trascorsi.
Lavoratrice instancabile, Claire iniziava il mattino presto in reparto, ed alla sera alle 22, ancora la trovavi al fianco dei pazienti per cercar di fare qualcosa per loro.
Certamente non aveva l’esperienza di un medico maturo, ma ha sempre avuto una caratteristica altrettanto importante: l’umilta’ di chiedere e la voglia di imparare.
Pian piano ha interiorizzato le linee guida delle nostre terapie, mettendole poi in pratica con spirito critico e con discernimento scientifico.
Ringrazio Claire per essersi dedicata con passione soprattutto ai reparti di degenza.
Proprio in questi giorni stiamo facendo una riflessione circa il nostro ospedale, e ci stiamo rendendo conto che il nostro punto debole e’ quello dei ricoverati in corsia, soprattutti i cronici, i non-autosufficienti ed i terminale. La pressione creata dalla sala operatoria, dalle emergenze continue, dai pazienti ambulatoriali e dalla maternita’ sono tali che spesso finiamo per dimenticare proprio coloro che sono piu’ poveri, perche’ magari sono in reparto da tempo e non sappiamo cosa fare per loro.
Claire si e’ presa cura di loro; li ha ascoltati, ha messo sul loro torace un fonendoscopio anche quando sapeva che non avrebbe avuto piu’ nulla da aggiungere alle loro medicine. In questo penso che Claire abbia grandemente contribuito a quell’aspetto che in Inglese chiamiamo generalmente CARE. Con questa parola vorremmo indicare una attenzione olistica alla persona, che non ha bisogno solo delle nostre iniezioni, ma sovente necessita semplicemete di igiene, di alimentazione, o addirittura unicamente di una parola buona.
La dimensione del CARE e’ certo la piu’ carente nella nostra situazione di emergenza continua, ma rimane un ideale a cui puntare con costanza: rendere Chaaria un ospedale dal volto umano e’ un pungolo che non ci fa dormire. Claire ci ha veramente aiutati in questo ideale: non potro’ mai dimenticare i sabati e le domeniche pomeriggio in cui ha rinunciato alle poche ore di meritato riposo, per stare con i suoi malati.
La pediatria e’ certamente un’area di grande interesse per Claire, e si e’ dimostrata bravissima nella gestione dei nostri bambini malati. Come tutte le donne passate da noi, ha effuso i suoi sentimenti materni sui nostri orfanelli, di cui si e’ presa cura non soltanto come dottore, ma come mamma adottiva.
Claire e’ stata un aiuto grandissimo anche nell’organizzazione della formazione per il nostro personale. Ha raccolto dati e statistiche su varie patologie; ci ha stimolati ad analizzare in modo critico i dati riguardanti il nostro lavoro (per esempio i trend in vari settori, come quelli dei ricoveri, della mortalita’, ecc).
A lei dobbiamo l’inizio di alcuni studi che cercheremo di portare avanti anche in sua assenza, come ad esempio un’analisi di prevalenza della malaria congenita in Chaaria, ed una ricerca circa la circoncisione femminile tra le nostre malate).
E’ stata piu’ volte anche nostra docente nelle lezioni del giovedi’ mattina.
Le auguriamo ogni bene per il suo futuro, e preghiamo Dio di benedirla, e magari di ispirarle di tornare ancora in futuro.
PS: Oggi in una semplice bara di legno restituiamo alla missione di Matiri il corpicino di Rita Kangai. Ringraziamo Rossella Quiri che ha adottato la orfanella fino ad oggi.
Ringraziamo anche tutti gli amici di Dolores che, con le loro generose offerte, hanno pagato la corrente elettrica del mese di febbraio.
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