mercoledì 17 marzo 2010

Il nuovo lettino operatorio e molto altro...

Con questa foto intendiamo ripetere il nostro ringraziamento all’associazione volontari Mission Cottolengo, per il dono del praticissimo tavolo operatorio inviatoci. E’ totalmente meccanico, e questa semplicita’ di uso ci riparera’ dal pericolo di non trovare un tecnico in caso di guasto. Potrebbe sembrare meglio avere un tavolo ultramoderno ed elettrico, ma alla fine cio’ potrebbe essere controproducente in Chaaria, dove ogni problema tecnico potrebbe portare ad una attesa di mesi prima di trovare un esparto disponibile ad affrontare le nostre strade,  ora fangose ed ora sconnesse e polverose.
La cosa piu’ significativa e’ il fatto che ora abbiamo a disposizione anche i sostegni per le gambe del paziente, e cio’ significhera’ la possibilita’ di eseguire in sala anche operazioni per il passato portate a termine sulla barella dei parti: parlo di raschiamenti e polipi uterini, ma anche di emorroidectomie e condilomi acuminati per esempio.


Nello stesso container il gruppo di Cagliari ha inviato placche, trapani e materiale ortopedico vario che ci permettera’ di eseguire anche delle osteosintesi, almeno quando l’ortopedico e’ presente tra noi. La frattura di femore, o quella sovracondiloidea dell’omero sono decisamente frequenti, vuoi per incidenti stradali, vuoi per cadute da alberi o altro. Si tratta di condizioni in cui non possiamo far nulla e che dobbiamo riferire ad altri ospedali… ma i prezzi dell’intervento sono tali che molte volte la gente non se lo puo’ permettere. Speriamo di poter aiutare molti poveri, quando Luciano sara’ qui in aprile.
Segnaliamo anche il dono di due sterilizzatrici a secco, nuove di zecca. Esse ci sono giunte per interessamento del dott Giaccardi di Cuneo, che ringraziamo di vero cuore. Ne stiamo attivando una, mentre la seconda intendiamo per ora tenerla di scorta. La sterilizzatrice e’ grande abbastanza da ospitare le bellissime spazzette che gia’ due anni or sono ci erano state regalate da Peter e Mary (di Francoforte), ma che non eravamo mai stati in grado di utilizzare per il fatto che le nostre autoclavi sono troppo piccole e di forma cilindrica. Anche di quessto passo avanti rendiamo grazie all’Associazione e a quanti con essa collaborano.
Fr Lorenzo sta assemblando le due nuove sedie dentistiche e le nuove scialitiche. Presto anche il gabinetto odontoiatrico sara’ ulteriormente abbellito.
Con l’arrivo del nuovo carrello in acciaio inossidabile, speriamo di poter montare il nuovo gastro-colonscopio con monitor, donatoci ancora una volta dalla Associazione di Cagliari. Dovremmo essere operativi con il nuovo sistema diagnostico gia’ dalla settimana prossima.
Che dire di tutto questo!
Certamente siamo estremamente riconoscenti a tutti quanti ci vogliono bene e credono nel nostro lavoro.
Ogni dono ricevuto e’ sempre per noi sia occasione di riconoscenza infinita, ma anche di ulteriore impegno, perche’ dobbiamo essere degni di tanta bonta’ nei nostri confronti… soprattutto con una vita totalmente donata al servizio del prossimo.
Si ringrazia anche la Pro Loco di Courgnè (TO) per l'aiuto da alla raccolta fondi per il lettino e l' APA (Amici per l'Africa), un'associazione di odontoiatri di Milano per le poltrone odontoiatriche.

La comunita’ di Chaaria


PS: 
1) persiste il black out del sistema satellitare per cui resta molto difficile leggere e scrivere mail. Chiediamo scusa a quanti, dopo averci scritto non hanno ancora ricevuto una risposta.
2) Sarebbe molto utile se potessimo avere un volontario anestesista nel mese di giugno quando il dott Pietro sara’ a Chaaria. Chi fosse interessato a rispondere a questo nostro appello potrebbe rivolgersi direttamente a Lino Marchisio o a Stefania Peretti, che poi potrebbero mettere il candidato in contatto con il suddetto chirurgo. Al momento, non avendo internet, e’ per noi un po’ difficile comunicarvi la mail di Pietro.

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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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