Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


domenica 20 febbraio 2011

I volontari a Nanyuki e Nkabune

Oggi Lucia, Fausta, Daniela, Ornella, Dolores ed Angela sono a Nanyuki con il nostro autista Mukindu, per una giornata diversa e per un po’ di shopping.
A Nkabune hanno portato un momento di gioia agli orfanelli la’ ricoverati… e li hanno coperti di doni.
Per cena era pronto un pasto sontuoso preparato delle due ineccepibili cuoche Dolores ed Angela; avremmo dovuto festeggiare il compleanno di Fausta, ma due “emergenze poco opportune” ci han tenuto in sala dalle ore 20 fino alle 23. Cara Fausta, ci dispiace, ma col cuore ti diciamo:
“Tanti auguri di ogni bene, con la promessa della nostra preghiera”.

Fr Beppe Gaido

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