Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

sabato 5 febbraio 2011

Le ragazze della scuola secondaria di Kangeta

Oggi e' stata una giornata di grande movimento al Centro Buoni Figli. Abbiamo infatti ricevuto la visita di una sessantina di studenti della Kangeta Girls' Secondary School, le quali hanno vissuto una giornata di volontariato e di animazione con i nostri ragazzi disabili.
Si trattava di un gruppo di studenti cristianamente motivate, appartenenti al movimento internazionale delle YCS.
Hanno aiutato nelle pulizie. Hanno collaborato nella distribuzione del pranzo per i nostri ragazzi, e poi hanno animanto il loro pomeriggio con canti e danze. E' stato un bellissimo momento di normalizzazione e di integrazione per ognuno dei nostri ospiti. Ringraziamo il Signore anche per tutte queste giovani che hanno saputo fare spazio ai diversamente abili nella loro vita di adolescenti.
Certo la visita di oggi, che esse hanno intitolato "a deed of charity", servira' loro moltissimo, e fara' crescere in loro la sensibilita' e l'attenzione verso coloro che dalla vita hanno ricevuto di meno.

La comunita' di Chaaria




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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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