Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


mercoledì 2 marzo 2011

Ulcere tropicali

E’ il termine usato per definire le ulcere della gamba e della caviglia nei Paesi Tropicali e Subtropicali, le quali non possono essere effettivamente classificate in categorie ad eziologia conosciuta (vedi per esempio ulcere flebostatiche, diabetiche, leprotiche; la leishmaniosi cutanea, la tubercolosi cutanea o l’ulcera di Buruli).
La maggior parte delle ulcere tropicali si sviluppa al di sotto del ginocchio. Iniziano spesso con un trauma di poca importanza. Condizioni di malnutrizione o uno stato immunitario compromesso (per esempio dall’HIV) possono costituire fattori predisponenti.
Molte volte l’andamento e’ ricorrente con tendenza iniziale alla guarigione, seguita poi pero’ da frequenti ricadute. Altre volte le ulcere si cronicizzano e si stabilizzano (non diventano ne’ peggiori ne’ migliori): semplicemente non guariscono mai. Altre volte possono assumere un andamento distruttivo con invasione dei tessuti profondi, osteomielite e rischio di amputazione.
Con l’eccezione dell’ulcera di Buruli, esse sono normalmente dolorose.
Quello che caratterizza ed unifica il gruppo eterogeneo di lesioni chiamate ulcere tropicali, e’ il fatto che esse non tendono a guarire, e di esse non si conosce l’agente eziologico. Si e’ parlato di Bacillus Fusiformis,anaerobi e spirochete. Ma piu’ avanti una sovrainfezione con stafilococco e streptococco e’ molto comune.
L’ulcera tropicale, oltre che essere una malattia della  poverta’ e della malnutrizione, e’ anche una patologia rurale, legata spesso al fatto che la popolazione cammina scalza e non usa le calze.
Ho letto recentemente dei lavori che attribuirebbero molte ulcere tropicali ad una treponematosi non venerea, conosciuta anche come Framboesia. L’agente eziologico sarebbe il Treponema Pertenue, che purtroppo noi non riusciamo a vedere facilmente nel nostro laboratorio.
Ho comunque provato a porre vari pazienti con ulcere tropicali che non mostravano tendenza alla guarigione in Penicillina Benzatina, seguendo lo schema terapeutico della sifilide, ed ho notato a volte delle guarigioni in pochi mesi.
A tutti quelli che hanno avuto un’ulcera tropicale guarita consigliamo poi l’uso delle calze elastiche compressive durante il giorno, per tutta la vita.

Fr Beppe



Fonti
Manson’s Tropical Diseases. ELST
G.V Gill, N.J. Beeching. Lecture Notes on Tropical Medicine. Blackwell



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