Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


lunedì 4 aprile 2011

Ha ripreso a piovere

Dopo due settimane di totale assenza di pioggia, e dopo che la paura per i raccolti era nuovamente entrata in noi, nelle ultime due notti abbiamo avuto buoni temporali che per ora hanno scongiurato il peggio nei campi della nostra gente.
L’arido Nord invece continua ad essere attanagliato da una lunga siccita’ che sta mettendo a repentaglio la vita degli armenti e sta mettendo a dura prova la sopravvivenza di quelle popolazioni gia’ cosi’ povere cronicamente.

Fr Beppe Gaido

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