Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


mercoledì 4 maggio 2011

Battesimo

Questa mattina alle ore 8, durante la celebrazione eucaristica mensile per lo staff dell’ospedale, sono stati battezzati quattro nostri orfanelli.
Essi sono: Mary Kangai, Miriam Njoki, Denis Mworia e Moses Mutuma.
La messa e’ durata circa un’oretta alla presenza del personale, di alcuni Fratelli e Suore, e di tutti i volontari.
E’ stato un momento molto commovente, animato dai canti travolgenti di Lydia.
Il parroco, Padre Ntoiti, e’ stato molto caldo come al solito, e ci ha davvero invitati alla preghiera.
Mi ha colpito soprattutto Mary, in braccio a mia madre: me la ricordo quando pesava un chilogrammo in incubatrice, e sembrava dovesse morire da un momento all’altro. Ora e’ forte e tonica... sembra veramente un’altra persona!
Abbiamo quindi accolto questi bimbi nella grande famiglia che e’ la Chiesa Cattolica, e ci siamo impegnati a diventare i loro genitori, dando loro tutto l’affetto di cui hanno bisogno.
In questo sforzo sappiamo di essere sostenuti da moltissimi amici e lettori del blog.

Fr Beppe Gaido





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