Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


venerdì 6 maggio 2011

Novità nella terapia della malaria complicata

A fine aprile, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ha pubblicato nuove linee guida per la terapia della malaria complicata.
La raccomandazione e’ quella di sostituire il chinino endovena con una nuova molecola artemisinica, l’artesunato... l’unico che possa essere impiegato sia per via endovenosa che intramuscolare.
Il sito di Medici Senza Frontiere (MSF) ha immediatamente accolto questa nuova indicazione della massima autorita’ sanitaria mondiale, ed ha in quella sede lanciato un appello affinche’ nei paesi africani vengano finalmente eliminati gli ostacoli all’introduzione di un farmaco che ha dimostrato di ridurre la mortalità dei bambini affetti da malaria complicata.
La forma grave di malaria, come sappiamo, uccide ogni anno oltre 600.000 bambini africani al di sotto dei 5 anni.
Annualmente, circa otto milioni di casi di malaria si complicano quando i pazienti presentano segni clinici di compromissione di organi vitali, con coinvolgimento di cervello, polmoni, reni e vasi sanguigni.
Sul sito di MSF leggiamo che, con l’abbandono del chinino e con la adozione dell’artesunato in vena, si potrebbero salvare circa 200.000 vite ogni anno.
Apprendiamo da MSF che un'importante sperimentazione eseguita a fine 2010 ha rilevato che l'impiego di artesunato per curare bambini affetti da forme gravi di malaria, riduce di un quarto il rischio di decesso. Lo studio, condotto in nove paesi africani, ha dimostrato che per ogni 41 bambini cui è stato somministrato l'artesunato al posto del chinino, è stata salvata una vita in più.
Qui nasce uno dei problemi che io stesso registro qui a Chaaria, e cioe’ il prezzo.
L'artesunato, infatti, costa tre volte di più del chinino.
Un altro problema che mi pongo e’ quello della resistenza: se con i farmaci artemisinici usati in monoterapia per via orale si sono dimostrati prestissimo casi di resistenza, e si e’ dovuto urgentemente pensare ad un loro impiego in associazione con un secondo agente antimalarico a rilascio prolungato, non succedera’ la stessa cosa anche con l’artesunato endovena?
L’altro dubbio esistenziale e’ il seguente: perche’ abbandonare il chinino senza aver chiari segni di resistenza tra i pazienti del nostro ospedale?
Per ora comunque mi attengo alle linee guida nazionali del Kenya e continuo ad usare il chinino endovena. Certo il chinino va fatto in infusione lenta per almeno 4 ore, e va ripetuto ogni 8 ore, per 5-7 giorni.
L’artesunato endovena invece si somministra una volta al giorno per soli 4 giorni, e l’infusione richiede solo pochi minuti da parte dello staff.
Ma il costo elevato rimane per noi un problema.

Fr Beppe

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