Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


sabato 14 maggio 2011

Varda giò

In Milanese significa "Guarda giu' ", ed e' una bellissima definizione popolare di Dio Padre Provvidente che si prende cura di noi, e pensa a noi piu' di quanto noi stessi pensiamo a Lui.
A Chaaria sperimentiamo tutti i giorni la protezione di VARDA GIO', e se non ci fosse Lui che ci tiene una mano sulla testa, chissa' quanti disastri combineremmo tutti i giorni.
Anche oggi abbiamo percepito e gustato questa presenza rassicurante che ci ha guidati!
E' stato un sabato durissimo, caratterizzato dai soliti due cesarei d'urgenza, e da due complicazioni gravissime: abbiamo dovuto togliere l'utero ad una donna che sanguinava moltissimo ed era anemica... e subito dopo abbiamo avuto una perforazione di ulcera duodenale con peritonite in un paziente di sesso maschile.
Il problema piu' grande e' stato che il nostro anestesista Jesse oggi non era disponibile, per problemi non procrastinabili nella sua famiglia.
Pietro ha quindi dovuto fidarsi soprattutto di VARDA GIO', e poi anche del sottoscritto, essendo io l'unico anestesista sul campo.
Per i cesarei la cosa e' andata liscia come di routine, e, dopo la spinale, le pazienti sono state seguite senza problemi da Antonio.
Ma per i due interventi maggiori sopra indicati, abbiamo dovuto "generalizzare" l'anestesia... e la cosa non e' stata semplicissima, in quanto io ero sia anestesista che secondo chirurgo.
Ringrazio di cuore VARDA GIO' che ci ha tenuto una mano sulla testa ancora una volta; quindi ringrazio Massimo ed Antonio che eseguivano le mie indicazioni anestesiologiche, mentre cercavo di aiutare anche Pietro, con la testa divisa tra il campo operatorio ed i problemi anestesiologici; e da ultimo ringrazio il dott Rolandi per la bravura estrema con cui ha portato a termine le operazioni in condizioni, diciamo, non ottimali... e senza mai perdere la calma e la gentilezza verso tutti.
Stasera i pazienti stanno bene; e questo e' per noi come un ricostituente, anche se il sabato di oggi ci ha provato moltissimo, soprattutto a motivo della doccia di adrenalina a cui ci siamo sottoposti.
Anche oggi e' stata una occasione per rinnovare la coscienza della nostra piccolezza e del bisogno che abbiamo dell'aiuto di VARDA GIO'.
E' stato bello poi il clima di collaborazione con tutti... ma permettetemi una parola speciale per Pietro: "anche oggi e' stato un grande onore per il sottoscritto lavorare con te!"

Fr Beppe Gaido


1 commento:

Anonimo ha detto...

Anche stasera VARDA GIO' e' stato molto impegnato qui a Chaaria. Non lo lasciamo proprio mai tranquillo.
Abbiamo avuto poco fa un arresto respiratorio dopo spinale... erano le 20, e Jesse non c'era. Abbiamo temuto di perdere sia madre che bambino... ma poi VARDA GIO' ha messo una pezza sulle nostre deficienze, ed entrambi sono vivi... madre e bambina. Che paura, e che senso di vuoto adesso. Mi sento come se avessi scaricato sacchi di sabbia da un camion per dodici ore.
Ma ringrazio Dio veramente per il suo aiuto sempre puntuale.

Fr Beppe
fr Bepp

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