Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


martedì 7 giugno 2011

Pediatria 2010

L’anno scorso da gennaio a dicembre abbiamo ricoverato 832 bambini di eta’ compresa tra 0 e 5 anni.
Nella stessa fascia di eta’ abbiamo avuto 13 decessi tra i pazienti pediatrici ricoverati: 2 di essi sono morti di meningite, 4 per complicazioni correlate alla polmonite, e 7 per forme gravi di malaria complicata.
I dati sopra riportati sono in qualche modo incoraggianti, in quanto la nostra mortalita’ infantile (limitatamente ai pazienti ospedalizzati) e’ di circa l’1.5%.
Inoltre i nostri numeri confermano quanto gia’ sul blog avevo segnalato nel mese di maggio, e cioe’ che, secondo dati rilasciati dal Ministero per la Sanita’, la malaria e la polmonite insieme costituiscono il killer principale dei bimbi kenyoti.

Fr Beppe Gaido

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