Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

domenica 26 giugno 2011

Una nuova figlia di Dio nel nostro Ospedale







Oggi, festa del Corpus Domini, durante la solenne Messa per i malati in ospedale, abbiamo accolto nella famiglia di Dio la piccola Christine, ultima arrivata nella nidiata dei nostri orfani.
E’ stato un momento commovente come sempre!
Il sottoscritto e’ stato chiamato dal Parroco a rappresentare i genitori della piccolina, mentre Lydia Kathira ne e’ diventata la madrina.
Anche il rito del battesimo oggi ci ha rafforzato nel nostro impegno di servizio e di amore verso queste povere creature che cominciano la loro avventura qui in terra, con la grande sofferenza di vedersi privati dei genitori.
Come il celebrante ci ha ricordato, noi siamo la famiglia di Christine, ed oggi ci siamo presi l’impegno di farla crescere buona ed onesta, e di insegnarle i precetti del Vangelo prima di tutto con l’esempio e poi anche con le parole.
Non e’ seguito alcun rinfresco, ma pensiamo che Christine senta comunque il nostro grande affetto.
Ringrazio di cuore il fotografo dell’evento, Fr Giacarlo Chiesa.

Fr Beppe Gaido

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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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