Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


giovedì 7 luglio 2011

Bruno Vespa a Chaaria

Sembrava impossibile persino immaginarlo, ma e’ successo davvero.
Bruno Vespa, gia’ in Kenya per il concerto di Riccardo Muti all’Uhuru Park di Nairobi, ha deciso di venire a farci visita qui a Chaaria.
La cosa ci emoziona e ci riempie di gioia per tantissimi motivi.
Personalmente e come comunita' siamo veramente molto grati a Bruno Vespa per aver deciso di venirci a trovare e di parlare con noi di tante cose, ma soprattutto dell’AMORE che ci spinge a fare tutto quello che facciamo qui al Cottolengo di Chaaria.
Che bello che il nostro lavoro umile e nascosto, nelle corsie dell’ospedale o nel settore dei Buoni Figli, inizi ad avere una risonanza tanto significativa da catturare l’attenzione di una persona come Bruno Vespa. Anche la visita di oggi, insieme a tanti altri episodi, ci ricorda che la testimonianza silenziosa e la donazione senza riserve al prossimo, sono in se’ un grande modo di proclamare al mondo la Buona Notizia del Vangelo.
Pensando alla giornata di oggi, con Bruno Vespa fraternamente seduto al mio fianco in ambulanza, o interessato nella visita all’ospedale od al Centro, oppure a tavola con la comunita', o semplicemente seduto davanti ad un bicchiere d’acqua a farci domande, mi ritornano alla mente le parole di Paolo VI: “Il mondo oggi non ha bisogno di predicatori, ma di testimoni”.
Con Bruno Vespa condividiamo la passione per i malati, soprattutto per i terminali, per i piu’ poveri, per quelli che non avrebbero altro posto a cui rivolgersi per un aiuto.
Con lui condividiamo l’attenzione ai valori della fede, che ci portano a credere che in questo sforzo di aiuto non siamo soli, ma siamo costantemente sostenuti dalla Divina Provvidenza.
La visibilita' non e' in se' una cosa molto importante per una comunita' religiosa e missionaria, ma, siccome il Vangelo ci dice che "un albero buono lo si riconosce dai frutti buoni" ed altrove che "non si mette una luce sotto il letto, ma sul lucerniere perche' illumini tutta la casa", allora possiamo anche esprimere la nostra estrema umana soddisfazione, derivante dal fatto che il nostro impegno ed il nostro servizio abbiamo colpito l'attenzione di Bruno Vespa, senza che noi facessimo nulla per apparire o per farci pubblicita'.

Carissimo Bruno Vespa, la sua visita ci ha colmati di gioia, e ci ha dato una grande spinta motivazionale nel dare sempre di piu' e sempre meglio

Fr Beppe, anche a nome di Fr Roberto Trappa e Fr Giancarlo Chiesa







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