Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


giovedì 1 settembre 2011

Sono andate a scuola

Oggi hanno concluso la loro attivita' lavorativa sia Celina che Evanjeline. Entrambe frequenteranno la scuola per tecnici di sala operatoria a Thika, vicino a Nairobi. 
Celina e' stata sponsorizzata dal gruppo "Karibu Africa" di Cagliari, mentre Evanjeline ha trovato il suo mecenate nel Dr Alessandro Barberis. 
Dopo la scuola riprenderanno il lavoro con noi, e potranno aiutarci di piu' grazie alle nuove competenze acquisite. A nome di entrambe, rinnovo il nostro ringraziamento per la generosita' dei donatori che ci aiutano a migliorare lo standard del nostro ospedale anche mediante la formazione del personale. 
Che Dio benedica la vostra bonta'. 

fr Beppe 

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