Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


venerdì 28 ottobre 2011

Chaaria ornitologica

Per chi qualche volta ha la testa tra le nuvole come il sottoscritto, a Chaaria puo' capitare di imbattersi in stupendi volatili. 
Spesso per esempio si vede il maestoso ed elegante volteggiare dei falchi, che pigramente si gongolano tra le correnti di alta quota come se fossero degli alianti, prima di tuffarsi in picchiata a caccia di qualche topo o sfortunato gattino. 
Soprattutto al mattino di puo' venire attirati dal tremendo vociare degli ibis, uccelli sacri per gli antichi Egizi. Gli ibis sono decisamente grandi ed abbastanza pesanti e goffi nel loro volare; fanno nidi enormi sulla cima dei sicomori e dei ficus che costeggiano il torrente Guatu, non lontano dalla missione. 
Di tanto in tanto di puo' vedere, posato nella nostra shamba, il maestoso ed elegante serpentario, una gru dalle gambe lunghissime, che si ciba appunto di rettili e che ha bisogno di una lunga pista per il decollo. Se provi ad inseguirlo, lo vedi correre per un lungo percorso sulle gambette esili come lunghe canne di bambu', prima di riuscire a spiccare il volo. 
Ci sono poi svariate specie di uccelli dalle piume variopinte, di cui non conosco assolutamente il nome, ma davanti ai quali rimango estasiato: qualcuno e' piccolissimo come un colibri', ed altri sono grandi come corvi o anche di piu'. 
Non e' infrequente poi imbattersi nel tucano, con il suo becco sproporzionato. Naturalmente non mancano le cornacchie, i merli, le gazzeladre ed i colombi. 
Se sei molto fortunato e lo sai ascoltare, ti puo' capitare di riuscire a vedere anche il picchio. Quello che e' assolutamente raro avvistare e' una rondine, anche in quelli che in Italia sono i mesi invernali. 
Le rondini le ho viste vicino a Nairobi, ma mai a Chaaria. Forse non siamo sulla loro rotta di migrazione. 
Altro grande assente dai nostri cieli e' il passerotto... e non so perche', in quanto la sua distribuzione dovrebbe essere mondiale. Di notte poi ci sono tanti uccelli notturni: di molti ascoltiamo il canto senza riuscire a vederli... ma enormi gufi, eleganti civette e stupendi barbagianni sono un avvistamento piuttosto comune... soprattutto per chi, come me, di notte e' spesso in giro per le emergenze dell'ospedale. 
Il cielo di Chaaria e' senza dubbio molto ricco; e non solo di stelle, ma anche di uccelli; e chi ha uno sguardo attento ne puo' scoprire la accattivante bellezza. 

Fr Beppe Gaido 



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