Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


mercoledì 12 ottobre 2011

Una zanzara che sembra più astuta di noi


Il Rwanda e’ la prima Nazione in Africa Orientale ad aver dichiarato la malaria eradicata.
Nel Paese delle “mille colline” e’ oggi un reato per il medico prescrivere un trattamento antimalarico, se l’infezione non e’ provata da un test di laboratorio.
Il Kenya spera di arrivare a tale obiettivo entro il 2017.
Purtroppo, nuovi studi portati avanti localmente sembrano indicare una nuova enorme difficolta’ da superare, per giungere a tale ambizioso obiettivo.
Infatti, ricercatori kenyani hanno presentato nuove evidenze scientifiche secondo cui un numero crescente di anofeli non sarebbe piu’ sensibile alle comuni sostanze chimiche usate nel trattamento delle zanzariere (impregnated bed nets), ne’ agli spray usati nelle abitazioni come insetticidi.
Molte anofeline in Kenya sembrano aver sviluppato resistenza alle piu’ comuni molecole derivate dal fiore di piretro, e pare anche al DDT.
I dati sono stati presentati due giorni or sono dal Dr Charles Mbogo del Kenya Medical Research Institute (KEMRI) nel corso di un forum nazionale sulla malaria a Nairobi.
Secondo le ricerche del KEMRI ci sarebbe altissima resistenza al DDT nelle zanzare reperite in Teso e Busia, aree di confine con Tororo in Uganda, dove il DDT e’ usato massivamente come pesticida del cotone.
Il DDT non e’ piu’ impiegato in Kenya, ma ci sono segni di crescente resistenza delle anofeli a tale prodotto, anche in varie altre zone lontane dal confine con l’Uganda; dati che indicherebbero la continua presenza di residui di DDT  nel suolo.
Tali studi vengono a smorzare gli entusiasmi in un momento in cui la nazione ha registrato una significativa diminuzione dei casi di malaria soprattutto nelle regioni della costa.
Al fine di studiare l’impatto che i nuovi dati di resistenza potranno avere sull’uso delle zanzariere impregnate di insetticida, come mezzo di prevenzione antimalarica, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanita’) ha commissionato un nuovo studio che sara’ portato avanti nel Kenya Occidentale, in Benin ed in Cameroon. Ci sono infatti indicazioni preliminari dal Benin che proverebbero una diminuzione di efficacia delle zanzariere a causa delle anofeli resistenti agli insetticidi.
Il forum ha anche dato qualche luce e qualche ottimismo, in quanto la Dottoressa Patricia Njuguna del KEMRI, ha affermato che un vaccino antimalarico (con protezione del 50% per almeno un anno) potrebbe essere a disposizione del pubblico entro 4 anni.

Fr Beppe Gaido

Fonti:
Daily Nation. Tuesday October 11th. Article by Gatonye Gathura 


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