Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


venerdì 25 novembre 2011

Circoncisioni maschili

Novembre e dicembre sono da sempre i mesi in cui si registra il pienone, per quanto riguarda la ciconcisione maschile, che per tutte le tribu’ Bantu rimane un rito di passaggio alla vita adulta estremamente importante ed apprezzato. 
Proponiamo tale pratica in ospedale, sia per offrire ai giovani che vi si sottopongono, tutti i requisiti di sterilita’ e analgesia che l’intervento richiede richiede, sia perche’, durante i 5 giorni di ricovero, possiamo organizzare conferenze quotidiane in cui parliamo di prevenzione HIV, di comportamenti adeguati al fine di evitare l’infezione, di “behaviour change” (cambio di abitudini a rischio), e di fedelta’ nella vita coniugale. 
Anche tale impegno e’ da noi ritenuto molto importante nel grande quadro delle nostre attivita’ tese a prevenire l’AIDS tra la popolazione. 

Fr Beppe Gaido 


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