Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

domenica 27 novembre 2011

Un grazie da Purity

Purity e' la moglie di David Mbaabu, fratello di sr Cecilia. Purity, come i lettori del blog gia' sanno, e' vedova a causa di un sarcoma del braccio che si e' portato via David molto rapidamente. 
Con il sostegno economico dei benefattori e con grande coraggio, Purity non si e' ripiegata su se stessa, ma, con l'aiuto dei genitori e con il sostegno degli sponsor italiani, ha prima sistemato i due bambini in un asilo che li tiene impegnati fino alla sera, e poi si e' iscritta ad un corso triennale di CATERING, corrispondente piu' o meno alla scuola alberghiera in Italia. 
Sta ora finendo il primo anno ed oggi e' passata a ringraziare prima delle vacanze natalizie. I suoi risultati scolastici sono veramente buoni, considerando il dolore che Purity si porta nel cuore, insieme alla preoccupazione per i bambini che ha lasciato a casa. 
Il titolo di studio offrira' a Purity la possibilita' di trovare un lavoro, e quindi diventa per lei un grande investimento per il futuro. 
Insieme a Purity, ai suoi bambini ed a sr Cecilia, anche io mi unisco nel sincero ringraziamento per i generosi donatori, e nella promessa di una preghiera. 

Fr Beppe Gaido 


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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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