Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


mercoledì 28 dicembre 2011

Alta mortalità infantile

Sfortunatamente un recente studio epidemiologico mette il Kenya tra le nazioni africane con la piu’ alta mortalita’ neonatale (Study on Child Survival and Development Strategy 2008-2015). Con 43.600 morti ogni anno il Kenya si pone ad un livello comparabile con Somalia, Nigeria, Democratica Repubblica del Congo,, Tanzania ed Etiopia, dove tale calamita’ ha superato le 50.000 morti all’anno.
La mortalita’ infantile (da zero ad un mese di vita) in Kenya e’ salita da 62 a 77 per 1000 nati vivi negli ultimi 5 anni.
La mortalita’ pediatrica al di sotto dei 5 anni d’eta’ e’ incrementata da 96 a 115 per 1000 nati vivi.
Nyanza, vicino al Lago Vittoria, e’ la provincia con la piu’ alta mortalita’ al di sotto dei 5 anni (206 per 1000 nati vivi... mentre nella Central Province vicino a Nairobi la mortalita’ nella stessa fascia di eta’ e’ di 54 per 1000 nati vivi).
I numeri sopra esposti ci dicono piu’ o meno che 1 bambino ogni 14 nati in Kenya morira’ prima di compiere un anno, ed all’incirca 1 bambino su 9 non arrivera’ al quinto compleanno.
Secondo Evelyn Matiri (del Ministero della Sanita’ Pubblica), ogni giorno il Kenya perde 518 bambini per malattie prevenibili. Le cause indicate dal Ministero sono: malnutrizione, alta incidenza di malattie, scarsa cura all’interno delle famiglie, HIV.
Altri fattori che contribuiscono all’alta mortalita’ sono: difficile accesso ai centri di salute, mancanza di farmaci, scarsita’ di personale sanitario, poverta’.
Evelyn Matiri sostiene che la mortalita’ neonatale costituisce il 40% della mortalita’ infantile.
Il rapporto sopra citato sottolinea il peso della malnutrizione che e’ responsabile del 50% della mortalita’ infantile.
Altri dati interessanti emergono dal rapporto scientifico sopra citato: il 59% dei parti ancora avviene a casa; il 26% in strutture pubbliche, ed il 14% in strutture private (tra cui le Missioni).
Inoltre si sottolinea come la malaria ancora sia una importante causa di morbidita’ e di mortalita’ in Kenya nella fascia di eta’ al di sotto dei 5 anni in cui uccide 34.000 bambini ogni anno.
La malaria poi mantiene una “rate” globale di mortalita’ (cioe’ su tutte le fasce di eta’) che si aggira tra il 3.5 e l’8.5%.
Altro dato e’ che la malaria causa anemia in gravidanza per 16.000 donne incinte, e “low birth weight” alla nascita per 25.000 neonati ogni anno.
Un ulteriore elemento che ha colpito la mia attenzione nel rapporto sulla mortalita’ e’ stato quello delle malattie diarroiche, causate da acqua contaminata. In Kenya solo il 42% della popolazione ha accesso ad acqua potabile, e solo il 46% ha un servizio igienico adeguato.
Anche l’HIV, secondo i dato dello studio che stiamo analizzando, continua ad essere un pericolo per la sopravvivenza dei neonati e per il loro adeguato sviluppo: i neonati ed i bambini con HIV saranno spesso malnutriti, ed avranno frequenti episodi diarroici, con conseguente ritardo di crescita.

Fr Beppe Gaido


Fonti: The Standard. December 27, 2011. High child mortality sheds doubt on Vision 2030. By Antony Gitonga


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