Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

martedì 27 dicembre 2011

I ragazzi di Sciolze e Rivalba

Ehi salve!!! Lo so forse non ci conosce ancora ed è per questo che vogliamo subito presentarci! 
Siamo un gruppo di Sciolze (in provincia di Torino) della terza media e prima superiore. 
Dopo aver letto il suo blog e dopo i vari racconti sulle fantastiche e faticose esperienze che Margherita ha vissuto a Chaaria abbiamo deciso di conoscerLa meglio e magari di diventare anche amici... siamo rimasti molto colpiti  da una frase che Lei  ha scritto in una lettera che poi il nostro animatore ci ha stampato: "Mi sento solo"...
..non è per niente vero ci siamo qui noi che, sia per tenerle compagnia, sia per aiutare i bambini e i pazienti di Chaaria, abbiamo deciso di allestire un banchetto di biscotti. 
Il ricavato verrà direttamente  mandato a voi. Vorremmo aggiungere che i soldi non sono solo del denaro da utilizzare per iutare i pazienti ma è anche un modo per farLe capire  che pensiamo anche a Lei  che ha intrapreso questo compito così difficile e faticoso. 
Chissà, magari anche noi un giorno saremo al suo fianco... ma per adesso ci limitiamo a donarLe dei soldi per portare avanti questa attività, e anche noi con questi banchetti che allestiremo più volte in un anno, cercheremo di far capire che in qualche modo si può essere d'aiuto anche con una buona "scorpacciata" di biscotti o crepes. 
Eh si figuri questo è solo l'inizio!!! 
Intanto Le diamo qualche foto che dimostrino il nostro lavoro, ci farebbe molto piacere se le facesse vedere anche a qualche bambino o paziente per farli capire come vi siamo vicini.
VOLEVO FINIRE DICENDOLE IL TITOLO DEI CARTELLLONI CHE ABBIAMO FATTO, INERENTI A QUESTA ATTIVITA'..: 
"Sii tu il cambiamento che vuoi vedere nel mondo" - Gandhi.
Un grosso bacio e ovviamente aspettiamo la sua risposta!!     

Gruppo 3 media e 1 superiore
Sciolze-Rivalba  (Torino)





1 commento:

Nadia ha detto...

Complimenti a questi ragazzi... dovrebbero essere di esempio per tutti, una grande lezione davvero. Encomiabili per il loro contributo, l'impegno e le parole così grandi pur se pronunciate e scritte da persone così giovani eppure già così sensibili a certe situazioni e problematiche, tanto da riuscire a cogliere quel senso così profondo di "salvare" anche una sola stella marina con quel poco che si può...
Bravi.
Nadia.


Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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