Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


giovedì 1 dicembre 2011

Josphine Kawira

Anche Josphine e' in vacanza ed insieme a tutti noi desidera ringraziare i donatori italiani che la stanno aiutando a portare avanti i suoi studi. Ha ora finito la quarta elementare, ed i suoi risultati scolastici non sono malvagi. 
Siamo riusciti a contattare una sorella sposata, presso la quale ora Josphine si trova per le vacanze. 
Abbiamo anche potuto ritrovare la nonna. 
Possiamo quindi dire che il nostro impegno non e' stato solo quello di pagare le tasse scolastiche per Josphine, ma anche quello di aiutarla a riunirsi con una famiglia che per motivi di poverta' e miseria la aveva completamente abbandonata. 

Fr Beppe Gaido 


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