Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


giovedì 1 dicembre 2011

OMS: giornata mondiale per la lotta all'AIDS

Il 1 dicembre e’ la giornata mondiale per l’AIDS. E’ una ricorrenza importante per tenere desta l’attenzione su un problema che continua a devastare il mondo intero, distruggendo giovani famiglie, creando un numero altissimo di orfani, e generando sofferenza e stigmatizzazione. 
Per noi che viviamo e lavoriamo in Africa, dove il peso della pandemia e’ maggiore, oggi e’ anche un giorno di speranza, perche’ molte cose sono cambiate negli ultimi 10 anni, e finalmente possiamo cominciare a guardare al futuro con un certo ottimismo...anche se la crisi economica mondiale potrebbe portare a riduzione dei fondi internzionali e possibili passi indietro. 
Se pensiamo che nel 1998 non avevamo alcuna possibilita’ terapeutica, ora possiamo veramente gioire dei traguardi ottenuti, anche se molto rimane ancora da fare. Per quanto riguarda Chaaria, i servizi per i pazienti immunocompromessi si sono via via affinati e perfezionati. Al momento attuale siamo in grado di offrire a tutti il test in modo completamente gratuito. 
Abbiamo un sanitario impegnato a tempo pieno in questo settore ed una infermiera che si occupa specificamente di prevenzione materno-infantile. Proponiamo l’esame a tutti, e poi naturalmente lasciamo al singolo la completa liberta’ di decidere se accettare o meno. Prima di dare un risultato positivo ad una persona, ripetiamo il test con tre metodi differenti per ridurre il piu’ possibile la possibilita’ di falsi positivi. 
Abbiamo un servizio di counseling che ha il compito sia di introdurre il cliente al significato di un esame HIV, sia soprattutto di sostenerlo nel momento in cui ricevera’ una brutta notizia. Il counseling viene poi ripetuto ad ogni visita successiva per cementare e rafforzare la aderenza a regimi terapeutici non facili, soprattutto a causa degli effetti collaterali. 
Oggi possiamo somministrare farmaci antiretrovirali gratuitamente, in quanto ci vengono offerti dal ministero della sanita’ keniota. Inoltre le medicine per la prevenzione della malattie opportunistiche sono prescritte gratis, grazie al sostegno della comunita’ Sant’Egidio di Roma, che ci sponsorizza anche per l’esecuzione dei CD4, tanto importanti per decidere quando iniziare la TARV (terapia antiretrovirale). Per ora non siamo ancora in grado di testare invece la carica virale, ma la cosa potrebbe essere non molto lontana, sempre grazie alla cominita’ Sant'Egidio. 
Dall’inizio del 2008, in collaborazione con il governo del Kenya, possiamo anche eseguire PCR (Protein Chain Reaction) per la determinazione dell’ infezione in infanti di eta’ inferiore ai 18 mesi: questo e’ un altro grande traguardo, considerando che per il passato non era tecnicamente possibile iniziare una TARV per un bambino prima dell’ anno e mezzo. 
La PCR viene normalmente eseguita sei settimane dopo la nascita, e ripetuta al compimento del diciottesimo mese. Altro importante campo d’azione e’ quello della prevenzione della trasmissione materno infantile del virus. A tutte le donne incinte che afferiscono alla nostra clinica pre-natale, viene offerto il counseling e la possibilita’ del test gratuito. Le donne che risultano positive vengono poi messe in TARV secondo protocolli precisi che ci sono stati forniti dal ministero della sanita’ del Kenya. 
Anche al neonato viene poi prescritta una terapia preventiva da continuare fino alla esecuzione della prima PCR. In passato proponevamo il cesareo elettivo a queste gravide, ma ora le linee guida OMS sono cambiate e si lascia la decisione alle madri: se per varie ragioni preferiscono il parto naturale, noi le rispettiamo e le assecondiamo, offrendo poi comunque la terapia ed il follow up al neonato. I bimbi entrano poi nel nostro programma di MCH (mother/child health): ricevono tutte le vaccinazioni prescritte dalle linee guida nazionali. Si fa un follow up del peso corporeo. Si incoraggia la mamma ad un esclusivo allattamento al seno per 6 mesi, per poi sospenderlo bruscamente e svezzare il bimbo completamente. Scoraggiamo del tutto l’alimentazione mista (un po’ di allattamento e qualche frutto o cibo diverso) perche’, secondo dati OMS, cio’ incrementa il rischio di trasmissione attraverso il latte materno. 
A Chaaria non proponiamo il latte in polvere, sia perche’ costoso, sia perche’ molte volte le madri hanno problemi a seguire adeguatamente le diluizioni necessarie, sia anche per la difficolta’ che in certe regioni hanno a bollire l’acqua da usare. Dalla meta’ del 2007 abbiamo anche iniziato il “comprehensive management” per TBC e HIV: seguendo i protocolli nazionali, che tengono conto dell’altissima frequenza di coinfezione con le due patologie e dell’effetto potenziante che le due malattie esercitano a detrimento del malato, si offre il test e possibilmente la TARV a tutti i nostri clienti in follow up per la TBC. 
Inoltre ricoveriamo pazienti in stadio terminale di AIDS, ma il loro numero e’ decisamente ridotto, in quanto, con l’uso adeguato e puntuale della TARV, riusciamo a offrire lunghi anni di benessere anche a persone che erano per il passato molto gravi. Inoltre la prevenzione materno infantile avra’ certamente un grandissimo impatto di cui saremo completamente coscienti solo tra qualche anno. 
Nel campo della prevenzione continuiamo a renderci disponibili per seminari nelle scuole o nei gruppi giovani; inoltre abbiamo organizzato alcuni incontri per i leaders delle varie chiese, con la consapevolezza che poi loro avrebbero diffuso le conoscenze apprese nelle loro “ small christian communities”. Proponiamo poi la circoncisione maschile in ospedale, sia per offrire ai giovani che vi si sottopongono, tutti i requisiti di sterilita’ e analgesia che la pratica richiede, sia perche’, durante i 5 giorni di ricovero, possiamo organizzare conferenze quotidiane in cui parliamo di prevenzione HIV, di comportamenti adeguati a evitare l’infezione, di “behaviour change”, e di fedelta’ nella vita coniugale. 
L’OMS, anche nel comunicato ufficiale per la giornata mondiale 2011, ha ripetuto l’importante ruolo della circoncisione maschile nella riduzione dell’infezione tra i maschi stessi. Nel caso sfortunato di incidente lavorativo con ago infetto o con qualche altra sostanza biologica da paziente positivo, abbiamo in stock dei kit per la “profilassi post esposizione”, che normalmente dura 28 giorni. 
Negli ultimi anni abbiamo anche cercato di migliorare i nostri standard di sicurezza in ospedale, predisponendo sistemi separati di raccolta dei rifiuti taglienti, offrendo sempre tutte le barriere fisiche di protezione per il nostro staff (per esempio occhiali, grembiuli impermeabili, guanti e mascherine). 
La guerra all’ AIDS non e’ certo vinta, ma l’impegno dell’ OMS, del governo del Kenya, e di vari donatori che ci sostengono, ci hanno consentito di vivere il 1 dicembre 2011 con sentimenti di ottimismo e speranza. 
I dati rilasciati dall’OMS nel 2011 sono generalmente incoraggianti, anche se ancora ci ricordano come le giovani donne e le adolescenti rimangano ad alto rischio HIV (piu’ elevato dei coetanei dell’altro sesso). 
C’e’ inoltre da sperare che la contrazione delle risorse internazionali per la lotta alla malattia, a motivo della crisi economica mondiale, non porti ad un peggioramento ed ad una perdita dei traguardi raggiunti fino ad oggi.

Fr Beppe Gaido 


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