Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


lunedì 5 dicembre 2011

Ospedale di Chaaria in ginocchio

Oggi i medici dipendenti dall'ente pubblico hanno iniziato uno sciopero per vertenze sindacali. Questo ha significato che centinaia di pazienti si sono riversati su Chaaria, non potendo trovare dei sanitari nelle strutture pubbliche. 
Fiumane di pazienti sono giunti al nostro povero ospedale periferico, che comunque si vanta di non aver mai chiuso le porte a nessuno.
Siamo sommersi soprattutto in maternita', dove riceviamo una nuova paziente ogni dieci minuti. Stasera, nel lasso di tempo compreso tra le ore 18 e le ore 21, abbiamo avuto ben sei parti e due cesarei... e le donne continuano ad arrivare a ritmo battente, perche' durante il giorno hanno fatto fatica a trovare i mezzi pubblici ed hanno camminato fin qui.
 Ho paura che stanotte dormiremo ben poco.

Fr Beppe

Nessun commento:

Guarda il video....