Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


venerdì 13 gennaio 2012

Cara Suor Oliva


Da pochi giorni sono giunta a Chaaria e quando ti ho incontrata ti ho trovata molto sofferente,

mi hai guardata, mi hai salutata, mi hai sorriso con quel sorriso che ti accompagnava sempre.

E poi……hai preso il volo verso il cielo portando con te anche un pezzetto della mia vita, quei giorni trascorsi insieme in terra d’Africa.

Hai lasciato un vuoto profondo nel mio cuore. Per me non eri soltanto Suor Oliva, un’amica, ma una sorella, eri un forte punto di riferimento, sei stata un esempio di fede, di povertà; di amore vero, di umilta’.

40 anni di missione, la tua figura e’ tra quelle persone che io definisco:

“I grandi della terra”, coloro che dedicano tutta la loro vita ai piu’ poveri, agli ultimi. Condividendo con te parecchi giorni ho conosciuto il tuo cuore grande. Verso gli ammalati che incontravi ogni sera, avevi sempre una preghiera e un conforto per tutti. I tuoi bambini…. Non si contano quanti ne hai aiutati a crescere, con l’amore di una mamma che non avevano, li hai coccolati tutti, non potevi sentirli piangere,  li guardavi e dicevi: “visuri, visuri”, (come siete belli).

Avevi sempre una parola indulgente e di carita’ verso tutti.

Quando nel 2006 ti ho incontrata, la prima  volta che sono giunta a Chaaria, tu mi hai preso per mano e mi hai condotta a visitare la missione, i Buoni Figli (le perle), i bimbi, ed infine l’ospedale, pieno di sofferenza. Le lacrime scendevano lungo il mio viso e tu mi stringevi la mano e mi guardavi con mestizia e senza parlare.

E poi tanti altri giorni trascorsi insieme negli anni successivi, e ancora ora accanto a te, prima che volassi via. Adesso penso alla schiera di angioletti e di angeli che sono passati da Chaaria, da Tuuru, di tutti quelli che hai incontrato sul tuo cammino e che sono nella Luce del Padre.

Ti saranno venuti incontro per condurti  ad abbracciare il tuo “Sposo” che ami tanto.

Ricordo che quando passavi vicino alla  cappella dicevi: “Ciao Gesu’”.

Chissa’ quando ti rivedro’. Spero di essere degna che tu mi prenda nuovamente per mano, non piu’ per visitare un ospedale pieno di sofferenza e di dolore, ma per condurmi verso la Luce Eterna.

Ciao Suor Oliva, sarai sempre nel mio cuore. Grazie per il tuo esempio e per il tuo insegnamento.
Rossella




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