Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


martedì 17 gennaio 2012

Messa per Suor Oliva

Questa mattina alle 8 in ospedale c'e' stata una solenne celebrazione in suffragio di Sr Oliva. Ha celebrato il sig Parroco con il nuovo seminarista in servizio nella parrocchia. 
E' stata una eucaristia piena di mestizia ma anche di gioia, nella consapevolezza che la nostra sorella e' in Paradiso a ricevere il premio di tante fatiche e di tanto bene fatto in questa vita. 
Domani ci saranno i funerali a Tuuru, dove sr Oliva, la prima suora bianca a morire in Kenya dopo il ritorno della Piccola Casa nel 1973, sara' tumulata vicino ai resti delle prime sorelle cottolenghine decedute in terra d'Africa all'inizio del 900. 
Cara Sr Oliva, buon riposo eterno e continua a pregare per noi. 

fr Beppe 



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