Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


martedì 28 febbraio 2012

La nuova sala operatoria

I lavori stanno andando avanti bene, e siamo ormai a buon punto, anche se registriamo qualche ritardo sulla tabella di marcia.
Come vedete dalle foto la struttura muraria e’ completa e stiamo verniciando anche l’esterno.
Per quanto riguarda gli interni abbiamo ultimato la controsoffittatura in plastica speciale per evitare microparticelle di vernice sul campo operatorio.
Abbiamo completato l’impianto elettrico e posizionato i sanitari. L’aria condizionata e’ stata installata da tempo.
Stiamo pero’ sperimentando un ritardo nei lavori a causa della ditta a cui abbiamo commissionato gli infissi in alluminio ed i lavandini in acciaio inossidabile. Ci avevano promesso che sarebbero venuti a piazzare porte, finestre e lavandini gia’ due mesi fa, ma di loro non abbiamo tracce: quando li contattiamo ci dicono semplicemente: “vengo la prossima settimana!”... ma poi non succede niente.
Il fatto e’ che senza porre porte e finestre non si puo’ procedere alla verniciatura lavabile della sala.
Non siamo fermi, in quanto ci sono molti altri lavori, come le passerelle esterne e le verande, ma certo questo incidente e’ noioso e potra’ mettere in discussione l’inaugurazione per aprile.
Abbiamo anche iniziato ad ordinare barelle e strumentario per la nuova sala.
Siamo invece ancora in attesa di avere dai nostri donatori una chiara indicazione sulle luci scialitiche, che non sappiamo se dovremo comprare qui in Kenya o ci saranno donate dall’Italia.
Speriamo di risolvere presto anche questo inghippo, soprattutto perche’, nel caso poi le dovessimo acquistarequi, tra il momento in cui si fa l’ordine e la consegna passano dei mesi, trattandosi di strumentario di importazione dall’Europa.
Nonostante tali piccoli ritardi, che erano comunque da mettere in conto, siamo veramente contenti della velocita’ con cui la costruzione e’ andata avanti.
Paragonando i costi della sala con quelli di altre precedenti opere murarie realizzate a Chaaria, possiamo proprio dire di aver cercato di contenere le spese quanto piu’ e’ stato possibile.
Nuovamente ringraziamo tutti i nostri benefattori che stanno per permetterci di portare a compimento un sogno i cui primi passi risalgono al lontano 1999.
E’ stata una gestazione lunga e travagliata, ma ora che intravvediamo il traguardo siamo molto riconoscenti alla Divina Provvidenza, ai Superiori della Piccola Casa ed a tutti i generosi sostenitori.

Fr Beppe Gaido

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