Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


mercoledì 22 febbraio 2012

Mercoledi' delle Ceneri: digiuno, carita' e preghiera quaresimali

Oggi la nostra giornata lavorativa e’ iniziata con una solenne celebrazione della Messa insieme a tutti i malati dell’ospedale: degenti, operatori e volontari insieme hanno ricevuto il segno delle ceneri, riconoscendosi peccatori e bisognosi di conversione.

I Buoni Figli avranno la loro Messa alle 17.30.

All’inizio della quaresima siamo tutti chiamati ad una giornata di digiuno, cosa che sembra molto strana, perche’ pare una pratica antiquata e senza alcun valore.

Ma a me sembre che invece il digiuno sia veramente importante anche al giorno d’oggi.

Pensiamo per esempio che tanti nostri fratelli nel Nord del Kenya, nel Sud dell’Etiopia ed in Somalia, ancora soffrono la fame pur avendo ricevuto una buona stagione delle piogge negli ultimi mesi: infatti i raccolti non sono ancora pronti nelle campagne, e la gente e’ ancora senza cibo.

Non posso a questo riguardo tacere la mia profondissima ammirazione per i nostri fratelli musulmani che durante il sacro mese del Ramadan, digiunano davvero con una serieta’ che i cristiani dovrebbero imparare. Essi non portano nulla alla bocca dall’alba al tramonto: non mangiano e non bevono; non fumano e non assumono farmaci. Spesso li disprezziamo dicendo che poi alla notte si abbuffano. Ma dovremmo provare anche noi cosa vuol dire stare senza un boccone di cibo e senza un goccio d’acqua sotto il solleone dell’equatore dove le giornate sono sempre uguali, e l’alba e’ alle 6 di mattina, mentre il tramonto e’ alle 7 di sera. Pensate a quanto possa bruciare fare il pastore, il contadino od il muratore, soprattutto se non mangi e non bevi! Ma gli islamici sono veramente ammirevoli in questo, ed al mattino gia’ li trovi in moschea a pregare alle 5 in punto.

La Chiesa comunque ci da’ una chiave di lettura importantissima del digiuno: non e’ una pratica masochistica, ma un atto di carita’. Infatti una orazione quaresimale dice: “aiutaci, Signore, a rinunciare a qualcosa dalla nostra mensa, per aiutare coloro che sono nel bisogno”. Ecco quindi il punto centrale: digiuniamo per aiutare gli altri, per risparmiare qualcosa e donarlo!

Mi sento pure di dire, rischiando di essere considerato retrogrado, che comunque io credo nel valore ascetico del digiuno: saper rinunciare; essere in grado di tenere sotto controllo per un po’ i crampi della fame, ci aiuta a rafforzare la nostra volonta’. Se non sappiamo dire di no ad un po’ di cibo, come possiamo essere allenati per sacrifici piu’ grandi che la vita ci puo’ richiedere?

E poi possiamo considerare il digiuno in una chiave anche piu’ ampia: in quaresima possiamo esercitare, che ne so, il digiuno degli occhi o quello della lingua: per esempio astenerci da certi spettacoli televisivi che non ci sono di alcun aiuto; o guardare sempre l’altro con occhio di misericordia, astenendoci da ogni sguardo di giudizio e di condanna. Possiamo digiunare evitando il gossip, il parlar male degli altri, l’altercare e litigare.

Ecco, mi sembra che anche al giorno d’oggi si possa e si debba parlare di digiuno, e mi pare che sia una pratica ancora molto importante per noi uomini moderni.

Ma il Vangelo di oggi (cfr Mt cap 6) ci da’ altri stimoli su come vivere la quaresima. Prima di tutto deve esser un tempo di carita’ ed opere buone.

Possiamo pensare alla tradizionale elemosina od offerta finanziaria, ma soprattutto siamo chiamati a dare attenzione e tempo di servizio gratuito al nostro prossimo. Puo’ essere volontariato o magari solo qualche gentilezza gratuita con i nostri cari o con i vicini di casa. La quaresima ci chiama quindi al dono: di cose o soldi certamente, ma soprattutto alla donazione di noi stessi, dei nostri talenti, delle nostre energie e del nostro tempo.

C’e’ poi la preghiera che deve costituire un altro importante impegno della nostra quaresima.

Ma quello che mi pare piu’ importante e’ il richiamo di Gesu’ di fare tutto “in segreto”.

Il mondo e’ pieno di gente che ostenta le opere buone, il digiuno o anche la preghiera.Ma coloro che amano apparire davanti agli uomini “hanno gia’ ricevuto la loro ricompensa”. Chi comprende lo spirito della quaresima, digiuna “profumandosi il volto” perche’ nessuno veda; chi fa la carita’ o prega, lo fa nel segreto, convinto che il Padre celeste “vede nel segreto”.

Buon cammino di conversione prima di tutto a me stesso e poi a tutti i lettori del blog.

Fr Beppe Gaido

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