Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

martedì 7 febbraio 2012

Un caso di carcinoma del retto



Oggi e’ stata una giornata chirurgcica campale, in cui abbiamo usato la sala parto per le operazioni minori (ben 8 procedure), mentre in sala operatoria si e’ tenuta una maratona chirurgica estenuante in cui i chirurghi Luciano e Laura, e le anestesiste Marina e Donata hanno portato a termine una operazione di Hartman con amputazione del retto e colostomia sinistra definitiva per carcinoma rettale a 13 cm dall’ano.
Il carcinoma era purtroppo gia’ metastatico ai linfonodi mesenterici ed al periostio del sacro.
In tutto, l’operazione e’ durata circa 6 ore ed il paziente ci ha messo molto a risvegliarsi, ma al momento sembra che tutto sia andato per il meglio.
Il Signore ci ha anche aiutato per il fatto che non ci sono stati cesarei urgenti durante le sei ore di intervento: una emergenza in quel periodo sarebbe stata disastrosa e ci avrebbe creato stress e decisioni quasi impossibili, per il fatto che la sala operatoria a Chaaria e’ soltanto una.
Anche oggi abbiamo toccato con mano il costante aiuto della Divina Provvidenza... e pure oggi dobbiamo dire a grazie ai volontari, senza i quali il nostro paziente non avrebbe potuto essere aiutato.

Fr Beppe Gaido




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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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