Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


venerdì 30 marzo 2012

Pietro e la chirurgia della mano


Con la sua venuta a Chaaria, e’ come se lo sciopero degli altri ospedali fosse ricominciato: abbiamo fiumane di gente che chiedere di essere operata.
Grazie alla sua estrema bravura ed alla grandissima competenza delle anestesiste pavesi Federica e Raffaella, le operazioni che affrontiamo tutti i giorni sono molto complesse: tiroidectomie, tumori dello stomaco, tumori del retto, tumori dell’endometrio.
Tutto questo naturalmente va solo ad aggiungersi alla chirurgia di media difficolta’ come ernie, prostate, mammelle, cisti ovariche, ecc.
E come non ricordare che ogni giorno (ed ogni notte) abbiamo sempre la spada di Damocle dei 3-4 cesarei di emergenza, ed innumerevoli raschiamenti uterini!
Le liste operatorie sono in genere molto esigenti; di pranzo non se ne parla neppure ed a cena si arriva sovente dopo le nove di sera.
Tra un intervento e l’altro bisogna poi pensare alle visite ambulatoriali, alle ecografie, alle gastro-colonscopie, ed al reparto: tutto cio’ per darvi un’idea della grandissima pressione lavorativa a cui siamo sottoposti.
La collaborazione con le ragazze della sala e’ sempre ottima, e questo certamente aiuta moltissimo.
Da segnalare anche l’estrema difficolta’ che le addette alla lavandera  e la nostra Juliana incontrano nel tenere il passo con il numero di interventi chirurgici: lavare, sterilizzare e preparare le garze costituiscono un settore nascosto ed umile con cui dobbiamo essere sempre all’unisono per poter mantenere un ritmo operatorio del genere.
E come non pensare all’approvvigionamento di ossigeno e di farmaci anestetici!
E’ quindi un momento molto esigente ed anche esaltante in cui ancora una volta tocchiamo con mano il grande aiuto che Chaaria sta dando alle popolazioni di questo angolo d’Africa.
Ed ancora una volta diciamo grazie ai volontari per quanto ci donano.
PS: proprio nell’ottica del nostro continuo grazie ai volontari, ci uniamo idealmente con la riunione formativa della Associazione a Torino, ed esprimiamo la nostra riconoscenza sia alle persone che vi parteciperanno, e sia soprattutto agli organizzatori e relatori. Buon lavoro a tutti gli amici di Torino! 
Un particolare abbraccio agli amici siciliani che hanno deciso di andare fino a Torino per l’incontro.
Fr Beppe Gaido 


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