Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


martedì 27 marzo 2012

Una sorpresa alla laparatomia


Ann era stata inviata al nostro ospedale con diagnosi di gravidanza ectopica cronica.
L’ipotesi ci pareva alquanto dubbia, in quanto la paziente non aveva perdite.
Il test di gravidanza, ripetuto anche nel nostro laboratorio, era pero’ positivo, mentre l’ecografia dimostrava una massa complessa che coinvolgeva soprattutto l’annesso di sinistra, anche se a destra pareva di vedere due formazioni cistiche.
La gravidanza extrauterina cronica talvolta viene avvolta dall’omento, che crea una specie di grembiule-tampone per prevenire l’emorragia, e da’ immagini ecografiche simili a quelle che abbiamo visto.
Abbiamo quindi deciso di intervenire e di non lasciar passare la notte, in quanto una ectopica cronica puo’ complicare in ogni momento con una emorragia interna massiva e spesso mortale.
Alla laparatomia abbiamo pero’ avuto una grande sorpresa: prima di tutto non c’era sangue libero in peritoneo; poi abbiamo potuto appurare che in realta il quadro era totalmente diverso… a destra c’erano due grosse cisti ovariche, mentre a sinistra l’ovaio era quasi completamente occupato da una massa solida, che comunque non pareva affatto un sacco gestazionale.
Abbiamo cominciato a lavorare a destra ed abbiamo marsupializzato le cisti, salvando quindi l’ovaio della paziente venticinquenne e primipara; anche la tuba di destra era perfettamente in ordine.
Giunti poi a sinistra, abbiamo snocciolato la cisti, tentando di lasciare in situ quanto piu’ ovaio fosse possibile: anche a sinistra la tuba di Falloppio era completamente normale. La consistenza liscia di quanto abbiamo rimosso dall’ovaio di sinistra ci faceva ben sperare circa la benignita’ della lesione, e quindi abbiamo optato per sezionare il pezzo operatorio, prima di decider circa l’istologico.
Dalla formazione e’ uscito materiale sebaceo, con capelli e denti inclusi.
La diagnosi era quindi fatta: si trattava di un amartoma, formazione disontogenetica, assolutamente benigna. La malata poteva quindi evitare di spendere i soldi per la biopsia.
Abbiamo richiuso in fretta e senza problemi, e l’operata ha recuperato bene senza alcun problema nel post-operatorio.
Crediamo sinceramente che potra’ avere altri bambini, nonostante l’intervento.
Rimane il fatto che il test di gravidanza era positivo; ma questo non mi stupisce piu’ di tanto: infatti i kit che troviamo in questa parte del mondo hanno una percentuale talmente elevata di falsi positivi e di falsi negativi che risultano in effetti quasi del tutto inutili.
Fr Beppe Gaido


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