Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


domenica 4 marzo 2012

Week end molto difficile

Non abbiamo mai avuto un afflusso cosi' di pazienti, ed onestamente siamo stremati. Lo sciopero delle strutture governative ci sta mettendo in ginocchio. 
Ieri per esempio, nell'arco di tempo tra le 8 di mattina e le 6 di sera abbiamo avuto 35 nuovi ricoveri ospedalieri. nuovi ricoveri continuano poi per 24 ore: ieri notte per esempio, oltre al flusso di malati, abbiamo avuto un incidente stradale con scontro di due mototaxi, ognuno dei quali portava 4 passeggeri. 
Cerchiamo di dimettere quanto piu' possiamo per creare nuovi posti letto, ma spesso la gente non va via, perche' aspetta i parenti che non vengono tutti i giorni: la congestione nelle stanze e' quindi folle. La vera crisi si gioca pero' su due reparti: la maternita' che letteralmente e' quasi al collasso con parti continui e cesarei a tutte le ore, e la pediatria dove ora abbiamo vari bambini per letto, mentre le mamme semplicemente stanno sedute e non possono dormire per carenza di spazi. 
Salviamo tante vite, ma anche i decessi non sono pochi in questo marasma... e la cosa ci lascia sempre senza parole, soprattiutto quando a soccombere sono i bimbi. Una situazione del genere crea superlavoro al nostro esiguo personale, soprattutto per i due dipartimenti suddetti. Sono giornii inoltre in cui umanamente non si puo' arrivare a tutto... stamattina per esempio abbiamo fatto un cesareo in cui abbiamo perso il neonato; ma non sarebbe comunque stato possibile agire prima, perche' la sala ed il sottoscritto erano gia' occupati con un altro cesareo. 
Lo sciopero sta pero' anche portando a galla la parte migliore di molti di noi. Sebbene la tensione a volte sia palpabile a causa del superlavoro, si colabora sempre molto bene e c'e' spirito di solidarieta' con infermieri addetti all'ambulatorio o al reparto di medicina generale che volontariamente vengono a dare una mano in pediatria a maternita'. 
Il momento della giornata in siamo piu' tirati e' la notte, quando i pochi infermieri devono guardarsi i reparti, la sala parto e l'ambulatorio sempre pieno di emergenze... ma da domani aumenteremo il personale di una unita', precettando staff di riposo che naturalmente pagheremo adeguatamente. 
Vi lascio solo immaginare il numero di chiamate notturne per il sottoscritto! Per adesso comunque teniamo bene di fronte all'onda d'urto dello sciopero, e siamo anche orgogliosi, come figli di San Giuseppe Cottolengo, di esssere sempre operativi (sabato e domenica compresi... di notte e di giorno) per non chiudere la porta in faccia a nessuno e per essere sempre disponibili nella difesa della vita e nel servizio di chi soffre. 

Fr Beppe 

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