Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

giovedì 12 aprile 2012

Informazioni per gli anestesisti volontari


1) ABBIAMO UNA CERTA SCARSITA’ DI “BREATHING SYSTEMS”, SIA PER ADULTI CHE PEDIATRICI. SONO DIFFICILMENTE REPERIBILI ANCHE LE “RESERVOIR BAGS” (1LITRO E 2 LITRI).
2)  AL MOMENTO NON ABBIAMO “MAGILL FORCEPS”.
3) I TUBI ENDOTRACHEALI LI TROVIAMO A MERU, MA, SECONDO QUANTO CI E’ STATO DETTO, NON HANNO UNA QUALITA’ TALE DA SODDISFARE UN ANESTESISTA ITALIANO. SE POTESTE PORTARNE, I TUBI CHE PIU’ CI SERVONO SONO 7 E 7.5, OLTRE ALLE MISURE PEDIATRICHE.
4) PER QUANTO RIGUARDA I CURARI QUI TROVIAMO SOLO PANCURONIUM. SE INTENDETE IMPIEGARE ALTRI CURARI PORTATEVI SOLO LE QUANTITA’ CHE INTENDETE USARE VOI, IN QUANTO POI JESSE SI TROVERA’ BENE CON IL PANCURONIUM E LASCERA’ SCADERE IL RESTO.
5)  NON TROVIAMO GLI “ENDOTRACHEAL SUCTION CATHETERS” (C12, C14, C16). SE PENSATE DI USARLI PER IL RISVEGLIO E’ MEGLIO CHE VE NE PORTIATE QUALCUNO.
6)  IL RESPIRATORE PRESENTE A CHAARIA E’ UN “JOLLY TRONY VENTILATOR”. E’ BENE CHE I VOLONTARI ANESTESISTI LO CONOSCANO ANCHE PRIMA DELL’ARRIVO A CHAARIA.
UN GRAZIE ANTICIPATO PER L’ESPERIENZA CHE INSIEME FAREMO.

Fr Beppe Gaido

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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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