Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

venerdì 29 giugno 2012

Il servizio di Chaaria alla Diocesi di Meru


Da tempi ormai remoti il nostro ospedale e’ la meta preferita di tantissimi sacerdoti, religiosi e religiose che qui cercano soluzione ai loro problemi di salute.
Ai preti diocesani ed ai religiosi cottolenghini e di altre congregazioni offriamo servizi e terapie completamente gratuiti.
La maggior parte delle volte essi vengono a noi per assistenza di tipo ambulatoriale, ma qualche volta anche per problematiche che richiedono terapia ospedaliera in regime di ricovero.
Il settore in cui piu’ spesso essi hanno bisogno di essere ricoverati e’ quello della fisioterapia, ma anche la chirurgia comincia ad essere un’area di interesse per i religiosi.
Ogni volta che ci e’ possibile, nel caso di suore, offriamo loro una camera nella comunita’ delle sorelle cottolenghine; per i sacerdoti invece proponiamo di alloggiare nella nostra comunita’.
Naturalmente, se la situazione e’ troppo grave per consentire di alloggiare al di fuori dell’ospedale, anche i sacerdoti e le suore si devono adattare alle condizioni abitative dei nostri reparti, non certo dotati di camera singola con bagno.
Ma se continuano a venire da noi, e’ perche’ ci apprezzano al di la’ dell’edilizia dei nostri cameroni.
Fr Beppe Gaido



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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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