sabato 2 giugno 2012

Le malattie sessualmente trasmesse uccidono più del cancro


Le malattie sessualmente trasmesse sono state identificate come il killer piu’ importante in Kenya: esse sembrano responsabili di tre morti ogni dieci.
Al momento le malattie sessualmente trasmesse sono piu’ letali dell’alcool, del fumo e persino del cancro.
Se le malattie sessualmente trasmesse sono responsabili di circa il 30% delle morti, nulla si avvicina percentualmente ad esse: al secondo posto possiamo considerare acqua contaminata, mancanza di igiene e di fognature al 5%.
Un rapporto del Ministero per la Salute ammette che non si registrano miglioramenti nella protezione della salute materna, e che ci sono stati solo miglioramenti marginali nello sforzo di eradicazione della poverta’ estrema e della fame. Miglioramenti sono invece avvenuti nella riduzione della mortalita’ legata a malaria, HIV e diarrea.
In breve, secondo dati forniti dal Governo, i maggiori fattori di rischio per la salute in Kenya sono:
1)     Malattie sessualmente trasmesse 29.7%
2)     Acqua contaminata, mancanza di sistema fognario e di igiene 5.3%
3)     Inadeguato allattamento al seno 4.1%
4)     Malnutrizione e sottopeso 3.5%
5)   Inquinamento ambientale nelle abitazioni 3.2% (soprattutto fumo in case senza  camino)
6)     Alcoolismo 2.6%
7)     Carenza di Vitamina A 2.1%
8)     Diabete 1.8%
9)     Ipertensione 1.6%

Fonti:
·    Daily Nation. Friday June 1, 2012. Unsafe sex ‘killing more than cancer’. By Gatonye Gathura
·     Ministries of Health
Fr Beppe Gaido

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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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