Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


lunedì 16 luglio 2012

La saggezza di Venditti


In una canzone molto evocativa per me in questo momento il cantautore romano dice:
“...e quando sembra che sia finita, e’ proprio allora che comincia la salita... che fantastica storia e’ la vita!”
A volte rimugino questa frase con un certo senso di stanchezza, e la trovo comunque verissima; infatti, quando hai fatto tutto quello che potevi, poi viene sempre qualcosa o qualcuno che ti taglia le gambe e ti lascia “al piano terra”..
Per esempio in ospedale: a volte ritieni di aver raggiunto qualche obiettivo e di lavorare bene, solo per poi ricevere una vigilanza che ti stronca a tal punto da farti pensare che il nostro livello di assistenza sia piu’ o meno sotto zero. Proprio quando ti pareva di aver raggiunto un traguardo, e di dover smettere di temere sempre le supervisioni, ecco che ti ritrovi nuovamente a terra e ti pare di non aver fatto niente. Magari poi nello stesso giorno ricevi lodi ed elogi da pazienti che ti dicono che l’ospedale di Chaaria e’ il migliore, e che in nessun altro si riceve un servizio simile al nostro: “che fantastica storia e’ la vita!”
Oppure vi posso accennare il caso di un nostro handicappato che abbiamo reinserito in famiglia, solo per poi essere citati in tribunale per abbandono di incapace. Ci sembrava di aver portato a termine un bel progetto educativo e di aver tagliato un bel traguardo... ed invece, ancora una volta siamo a terra e bisogna che la salita della vita ricominci, affrontando la denuncia con tutta l’ansia e le noie che ne seguiranno. Ma, nello stesso giorno in cui ricevi la convocazione, vieni anche chiamato in sala per un caso disperato, e, dopo ore di sudore  e di fatica, ti senti proprio bene, perche’ hai la percezione chiara di aver salvato una persona: “che fantastica storia e’ la vita”.
E lo stesso e’ anche nell’esperienza di tutti i giorni: quando credi di comportarti bene e di fare il massimo che le tue forze consentono, proprio allora ti arriva tra capo e collo qualche legnata o qualche accusa, che non sai neanche da dove venga e perche’ si abbatta su di te proprio in quel momento... ma la vita e’ proprio cosi’; e’ come un’estenuante corsa ad ostacoli, piena di soddisfazioni e delusioni, di cadute e successi... e “quando pensi che sia finita”, quando ti illudi di poterti finalmente godere i risultati dei tuoi sforzi, “e’ proprio allora che comincia la salita”.
Ma Venditti commenta poi: “che fantastica storia e’ la vita!”. Difficile capirlo nei momenti in cui sei giu’ di corda... ma indubbiamente e’ vero: da ogni momento di crisi nasce qualcosa di buono.
Da una commissione di vigilanza estremamente rigida ed inflessibile, puo’ sorgere la paura delle conseguenze minacciate, e quindi l’impegno ad un ulteriore miglioramento. Puo’ nacere uno spirito di gruppo e di collaborazione non sperimentato prima, quando magari la routine e la noia appannavano l’impegno.
Da una denuncia per una vicenda ingiusta possono venire importantissimi elementi di apprendimento: prima di tutto non fidarsi della buona fede della gente; fare tutto in modo assolutamente legale sempre, in modo da potersi difendere in ogni momento. Inoltre dalla citazione puo’ derivare anche l’occasione per riaffermare pubblicamente la nostra correttezza e la nostra buona fede. Si puo’ trovare aiuto da persone ed istituzioni da cui non te lo aspettavi, e che comunque si dimostrano capaci e desiderose di tirarti fuori dai pasticci.
E cosi’ pure dalle “batoste” a ciel sereno, puo’ nascere una riflessione sulla vita, una nuova e piu’ realistica conoscenza del prossimo, un’occasione per vivere il precetto cristiano del perdono vicendevole, ed un richiamo alla prudenza.
Il fatto e’ che queste cose sono sempre in agguato. Possono accadere in ogni momento, soprattutto quando ti senti “arrivato”, quando ti pare di aver fatto qualcosa, e “quando sembra che sia finita”.
Ed allora si ricomincia a lottare contro lo scoraggiamento, si riprende quella misteriosa e fantastica storia in salita che e’ la vita quotidiana, sempre piena di soddisfazioni, ma anche di cadute e di delusioni.
Ma l’importante e’ continuare a correre, anche con il fiato corto, anche con le gambe che fanno male, perche’ la vita e’ una storia fantastica, anche quando devi “ricominciare la salita” e non ne hai piu’ voglia.
Fr Beppe Gaido 

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