Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


domenica 29 luglio 2012

Njeru

Abbiamo accolto nuovamente a Chaaria il nostro Njeru che da mesi ormai e' ricoverato in una struttura riabilitativa delle Suore Elisabettine a Naromoru. Njeru ha subito un intervento chirurgico sull'anca, ed ha seguito un lungo programma di fisioterapia. Ora e' a Chaaria per le vacanze, ma rientrera' a Naomoru in settembre per continuare la riabilitazione fino a gennaio, quando il team ortopedico italiano che lo ha operato ritornera' in Kenya, e valutera' l'opportunita' di una seconda operazione. Njeru e' motivato a continuare, ed e' su di morale. Ora cammina con le stampelle e con l'ausilio di scarpe ortopediche confezionate a Naromoru; riesce inoltre a tenere una buona stazione eretta. Continuiamo a fare il tifo per lui, augurandogli che questo lungo periodo di riabilitazione riesca veramente a far migliorare la sua capacita' di deambulare e di essere autonomo. 

Fr Beppe

 

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