Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.
Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.
Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.
Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.
Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.
E poi, andare dove?
Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.
Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.
Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.
Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.
Questo è quello che facciamo, ogni giorno.

Fratel Beppe Gaido

mercoledì 15 agosto 2012

Antonio e Giulia


Oggi hanno terminato il loro periodo di servizio a Chaaria il dentista dr Antonio e l’assistente di poltrona e igienista Giulia. Entrambi appartengono all’Associazione A.P.A. (Amici per l’Africa), che gestisce molte strutture odontoiatriche in Kenya, e da alcuni anni collabora anche con il Cottolengo Mission Hospital.
Per Antonio e’ stata la prima esperienza a Chaaria, anche se era gia’ stato in altre missioni dell’A.P.A. in Kenya. Giulia e’ invece una veterana, alla terza esperienza con noi.
Hanno collaborato bene con Mercy e con Eunice, ed oltre al normale flusso di pazienti, si sono occupati anche di cure odontostomatologiche gratuite per i pazienti ricoverati in reparto.
Mercy non ha potuto prendere le ferie nel periodo della loro presenza, in quanto per contratto lei le ferie le ha gia’ fatte e non puo’ prenderne di nuove fino a ottobre, e soprattutto perche’ al marito, militare in Sud Sudan, non e’ stata concessa una licenza prima promessagli per agosto.
Ma credo che sia stato positivo il fatto che Mercy fosse presente con loro, in modo da apprendere sempre nuovi segreti ed astuzie del mestiere.
Mercy in qualche modo ha avuto un ruolo un po’ defilato in queste due settimane su mia precisa indicazione, in quanto io stesso le ho detto di rimanere sempre a disposizione, ma di lasciare il lavoro agli Italiani, in modo che la loro esperienza sia piena e giustamente gratificante.
Ringraziamo Antonio e Giulia per il servizio svolto a favore del nostro ospedale e dei nostri clienti. Di cuore ringraziamo anche l’Associazione A.P.A. che ci aiuta ogni volte che le circostanze glielo permettono.
Mi diceva il Dr Moiraghi, vicepresidente della suddetta associazione, che oggi come oggi trovare un odontoiatra volontario e’ piu’ o meno come trovare una mosca bianca… ebbene, se in questa situazione l’A.P.A. riesce ancora a pensare a Chaaria, vuol dire che davvero ci stima molto!
Come sempre, quello che noi non abbiamo potuto dare a Giulia e Antonio, a causa dei nostri limiti umani, siamo certi che a loro sara’ donato dalla Divina Provvidenza, che, come dice il Cottolengo, “non si lascia mai vincere in generosita’. “
E se Dio vuole, speriamo di rivederci ancora a Chaaria!
Fr Beppe

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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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