giovedì 16 agosto 2012

Josphine Kawira

E' tempo di vacanza in Kenya e tutti gli studenti sono a casa. Josphine e' andata dalla nonna, l'unica che ancora si prende cura di lei durante le vacanze, ma l'ha trovata malata e si e' molto spaventata. 
"Se muore la nonna, poi dove vado?", mi ha detto tra le lacrime. Ecco perche' ho fatto venire l'anziana signora a Chaaria, ma non l'ho trovata cosi' male. 
Le ho dato una terapia antimalarica ambulatoriale, con la promessa di ricoverarla gratuitamente se non dovesse migliorare. 
Josphine e' adesso piu' serena e si prende cura della nonna nel villaggio di Kathwene. Come vedete dalla foto, Kawira e' ormai una bella signorina, anche se frequenta ancora la quinta elementare, per i ritardi che la poverta' estrema le hanno causato. 
"Pian piano arrivarai anche tu a finire le superiori", le dico sempre per incoraggiarla. Josphine Kawira studia molto e si impegna; infatti il pagellino finale ha registrato un notevole miglioramento dei voti rispetto ai trimestri precedenti. 
Unito a lei, ringrazio i generosi benefattori che ci permettono di continuare questo progetto a lungo termine che strappera' Josphine ad una vita di schiavitu' e miseria. 

Fr Beppe 


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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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