Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


domenica 14 ottobre 2012

Malaria

Ogni giorno vedo morire uomini, donne e bambini a causa della malaria. Qualche giorno fa mi sono improvvisamente trovato davanti agli occhi una mamma con un bimbo sulle spalle. Aveva camminato per più di due ore, a piedi nudi, in mezzo al fango. Era agitata, continuava a ripetere che il piccolo aveva la febbre alta dalla sera prima. Le ho fatto aprire la sacca in cui lo teneva avvolto per poterlo visitare.
È in quel momento che ho fatto una delle scoperte più raccapriccianti che mi siano mai capitate: il bimbo era morto, non era riuscito a resistere a quel caldo soffocante. Denutrito, stremato, aveva chiuso gli occhi e la sua mamma non se n'era accorta. Aveva solo quattro mesi.

Our lives are filled with joys and strife,
And what is death but part of life?
Will come the day that we must die,
And leave behind those learning why.

Fr Beppe



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