Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


giovedì 3 gennaio 2013

Christine


E’ venuta a trovarci insieme alla zia Sr Jerusha.
Adesso vive con la nonna e, come vedete, sta davvero bene.
Christine e’ orfana di madre, morta di malaria subito dopo il parto.
E’ stata ricoverata con i nostri orfanelli per un anno su richiesta del papa’ e della zia suora.
Abbiamo reinserito Christine in famiglia da quasi un anno e l’abbiamo sempre sostenuta con una donazione di 30 euro al mese per il sostentamento e per il pagamento di una signora che aiuta la nonna a prendersi cura della bambina.
Il papa’ e’ disoccupato e non ha la capacita’ economica di prendersi cura della bambina.
Al momento non abbiamo una adozione a distanza per Christine e quindi avremmo davvero bisogno di qualche donazione se qualcuno fosse interessato ad aiutarci.

Fr Beppe



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