Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


martedì 8 gennaio 2013

Denis, Victor e Nicolus

Entrambi ci hanno salutato e ieri hanno iniziato la seconda parte della loro avventura d’infanzia. 
Sono infatti partiti con Sr Anselmina alla volta dell’orfanotrofio di Nkabune.

Entrambi sono ormai forti, robusti e pronti a vivere con gli altri bimbi dell’orfanotrofio.

Li seguiremo ugualmente e vi daremo notizie con regolarita’.

Invece abbiamo accolto un nuovo orfanello, nato a Tuuru un mese fa. E’ rimasto orfano di mamma la settimana scorsa a causa di una malaria cerebrale.

Si chiama Nicholus e sta generalmente bene.

Ha conosciuto il calore del seno materno, e quindi ci aspettiamo che avra’ delle difficolta’ ad adattarsi al latte in polvere ed al nuovo ambiente.

Ma anche per Nicholus speriamo di farcela e di farlo crescere bene, finche suo papa’ potra’ riprenderlo con se’.



Fr Beppe Gaido


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