Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


venerdì 25 gennaio 2013

Non solo fratture

La "mango syndrome" purtroppo non interessa solo l'ortopedico ma direttamente anche il chirurgo. 
Questa bambina di 11 anni per esempio e' caduta da un albero ed i rami le hanno dilaniato la faccia.
E' arrivata dopo cena perche' il suo villaggio e' lontano. Max e Laura hanno lavorato due ore di notte per ricostruire la sua faccina. 
E' stato un lavoro da certosino ma sicuramente il risultato e' stato ottimo. La faccia infatti si era aperta a libro... ma non c'erano parti mancanti. 
Con un ago sottile i chirurghi hanno suturato dapprima la mucosa orale, poi i muscoli e quindi la cute, rimettendo ogni parte al suo posto. 
Scrivo questo post cinque minuti dopo aver finito l'intervento insieme a Max e Laura, e devo dirvi che la bimba, ancora addormentata, e' ritornata ad essere molto bella. 
Ancora un grazie sentito ai volontari che ci aiutano in questo periodo convulso ed entusiasmante. 

Fr Beppe 


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