Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


giovedì 24 gennaio 2013

Un labrador per aiutare Chaaria

Carissimo fr Beppe... sono Geu (diminutivo di Gesuina) della Sardegna, Burcei.. un paese piccolo piccolo vicino a Cagliari... 
Volevo farti sapere che la mia cagna Nika ha fatto i cuccioli... 
Vedo gia' la tua faccia pensando "con tutto quello che ho da fare... che cosa me ne può fregare!" 
Tranquillo ora ti spiego... La mia cagnetta che è un labrador puro ha deciso che farà vendere i suoi cuccioli e dare il ricavato per l'ospedale di Chaaria... 
Sappiamo bene che non possiamo farli pagare tanto... visto la crisi, ma penso che qualsiasi cifra vada bene... anche Nika vuole collaborare! 

Geu 



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