Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


martedì 5 febbraio 2013

E se mi sbaglio...

La sala del teatro di Castellinaldo era colma e alcuni erano in piedi perchè le sedie non sono state sufficienti.
Lo spettacolo è stato davvero coinvolgente e afferente al periodo che stiamo attraversando in Italia.
Il messaggio che ne è derivato è quello della speranza, del coraggio e della verità.
Tutto era afferente anche alla battaglia in corso a Chaaria, che soprattutto voi missionari state conducendo da anni.
Mi sono complimentato pubblicamente sia con gli organizzatori che con gli attori.
Li ho invitati a valutare la possibilità di replicare lo spettacolo alla Piccola Casa. Ne vale davvero la pena.
A Milena voglio manifestare la gratitudine, non solo da parte dell'associazione, ma anche personale.

 

Sentire certi dialoghi fa davvero bene, soprattutto quando quotidianamente si affrontano ambienti dove il più "tranquillo" è pronto a sbranare. 
Da Torino sono arrivati anche il Sup.Generale, Luca Audero, Stefania e altri nostri amici.


Lino









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