mercoledì 5 giugno 2013

Anniversario


Otto anni fa, il 5 giugno 2005, Fr Giovanni Bosco Burdino veniva attaccato da uno sciame di api nel circondario della missione. Lo shock anafilattico che ne seguì lo portò rapidamente alla morte,probabilmente a causa di edema della glottide.

Fr Lorenzo, nel tentativo di soccorrere il confratello, era stato più volte punto dalle api ed era stato ricoverato in ospedale per vari giorni in condizioni serie.
Quello era il giorno del compleanno di Fr Giovanni Bosco, che ci ha lasciati proprio come aveva sempre desiderato: senza disturbare, senza una lunga malattia, ed andando in Paradiso molto in fretta.
Oggi lo abbiamo ricordato con affetto, insieme ai membri dello staff che già lavoravano a Chaaria in quegli anni. Lo abbiamo fatto con una semplice celebrazione della Messa in ospedale.
E' stata un'Eucaristia calda e partecipata che ancora una volta ci ha stretto attorno al nostro confratello, il primo ad essere stato sepolto nel cimitero di Chaaria, insieme a tanti pazienti dell'ospedale e ad un discreto numero di Buoni Figli.
A otto anni dalla sua morte rinnoviamo il desiderio di seguire le sue orme di bontà e di generosità verso tutti.

Fr Beppe e confratelli


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Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


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