Chaaria è un sogno da realizzare giorno per giorno.

Un luogo in cui vorrei che tutti i poveri e gli ammalati venissero accolti e curati.

Vorrei poter fare di più per questa gente, che non ha nulla e soffre per malattie facilmente curabili, se solo ci fossero i mezzi.

Vorrei smetterla di dire “vai altrove, perché non possiamo curarti”.

Anche perché andare altrove, qui, vuol dire aggiungere altra fatica, altro sudore, altro dolore, per uomini, donne e bambini che hanno già camminato per giorni interi.

E poi, andare dove?

Gli ospedali pubblici hanno poche medicine, quelli privati sono troppo costosi.

Ecco perché penso, ostinatamente, che il nostro ospedale sia un segno di speranza per questa gente. Non ci sarà tutto, ma facciamo il possibile. Anzi, l’impossibile.

Quello che mi muove, che ci muove, è la carità verso l’altro, verso tutti. Nessuno escluso.

Gesù ci ha detto di essere presenti nel più piccolo e nel più diseredato.

Questo è quello che facciamo, ogni giorno.


Fratel Beppe Gaido


martedì 31 dicembre 2013

L'ultimo di quest'anno



Per posta ci è arrivata oggi la copia della rivista trimetrale MEDS UPDATE, ed anche questa volta nelle pagine del giornale ha trovato spazio un nostro lavoro. 
Si tratta di un piccolo studio sulla miasi che è una condizione molto frequente a Chaaria: il termine indica la presenza di larve di mosca nelle ferite e nelle ulcere di tanti pazienti.
Nell’articolo abbiamo discusso sia la fisiopatologia che la terapia e la prevenzione.
E’ un’altra bella soddisfazione per il nostro ospedale, visto che il giornale raggiunge tutte le strutture missionarie dell’Africa Orientale e del Corno d’Africa. E’ un altro dei piccoli traguardi che hanno segnato l’anno che stiamo concludendo, un anno denso di avvenimenti e di soddisfazioni, di miglioramenti e di sconfitte, di tanto impegno a favore dei poveri.
Oggi 31 dicembre, vedo questo articolo come un’altra carezza della Provvidenza. 
L’altra carezza veramente importante per me è stata il fatto che ho potuto tornare a Chaaria dopo il Capitolo Generale.
Ecco quindi che chiudo il 2013 con tanta riconoscenza nel mio cuore per la fiducia che i Signore ed i Superiori hanno espresso nei miei confronti, lasciandomi qui in Kenya a lottare perchè il sogno che abbiamo per Chaaria diventi sempre più una bella realtà.
Chiedo scusa a tutte le persone che posso aver fatto star male nel 2013; chiedo scusa del mio carattere scorbutico e spigoloso... spero di migliorarmi nel 2014.



Soprattutto però dico grazie a Dio per tutti i traguardi realizzati che ho visto a Chaaria in questo anno che si conclude; ringrazio tutte le persone che mi hanno voluto bene e mi hanno sostenuto in questo anno; sono profondamente riconoscente per tutto quello che insieme abbiamo fatto per i poveri e per i malati.
Non posso non citare il libro AD UN PASSO DAL CUORE, come una delle esperienze più forti di questo 2013, ed anche di questo ringrazio il Signore e tutti coloro che lo hanno letto.
A tutti auguro un 2014 ricco delle grazie del Signore, di tanta salute e di tutti i doni che il vostro cuore desidera. 

Fr Beppe


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